Dopo il confronto acceso sul Fondo sanitario nazionale, si apre un nuovo fronte tra la Regione Puglia e il Governo. Il presidente Antonio Decaro torna all’attacco dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, questa volta sul tema dei trasporti, denunciando quello che definisce un ulteriore penalizzazione per le regioni del Mezzogiorno.
Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, il governatore ha criticato il decreto che prevede la cancellazione del fondo destinato al trasporto pubblico locale, risorse che finora venivano ripartite tra le Regioni attraverso criteri di fabbisogno e perequazione.
“Il Sud continua a essere penalizzato”
A margine della seduta del Consiglio regionale, Decaro ha espresso forte preoccupazione per le ricadute del provvedimento.
“Dal governo nazionale non arrivano segnali positivi per le regioni del Sud: da un lato le funzioni che vengono cedute a quattro regioni del Nord riaprono il problema dell’autonomia differenziata. Le pre-intese creano squilibri. Nella sanità c’è il problema dei medici, che potranno scegliere contratti più remunerativi al Nord, mentre anche i pazienti rischiano di spostarsi”.
Il presidente ha poi puntato l’attenzione sul nuovo decreto relativo ai trasporti.
“È stato presentato un provvedimento che annulla il Fondo trasporti da cinque miliardi di euro. Erano risorse distribuite tra le Regioni attraverso un sistema di bisogni e perequazioni. Se passerà questo decreto ci sarà un’ulteriore spaccatura dell’Italia anche sul fronte dei trasporti”.
Secondo Decaro, su un fondo complessivo di 50 miliardi sarebbero previsti appena 50 milioni destinati al riequilibrio territoriale.
“La Puglia perderà molte risorse necessarie a garantire i servizi di treni e autobus. Ben sei Regioni hanno espresso contrarietà al provvedimento”.
Sanità, l’obiettivo è evitare nuove tasse
Il governatore è intervenuto anche sul fronte sanitario, tornando sul tema del disavanzo.
“Ci sarà un altro rinnovo del contratto nel settore e dobbiamo tenere sotto controllo la spesa per evitare di mettere nuovamente mano alla leva fiscale. Ho aumentato le tasse per la prima volta nella mia vita politica e vorrei poter ridurre questo peso sui cittadini”.
Nel corso dell’ultima seduta prima della pausa estiva, il Consiglio regionale ha approvato il Documento di economia e finanza regionale (Defr), il trasferimento di 35 milioni di euro dal Consiglio regionale al bilancio ordinario per contribuire alla copertura del deficit sanitario e il provvedimento sulla rottamazione dei bolli auto.
Decaro ha sottolineato con favore il voto unanime sul trasferimento delle risorse destinate alla sanità, definendolo “un segnale di condivisione dei sacrifici da parte delle istituzioni, grazie anche al taglio dei costi della politica”.
Rottamazione dei bolli auto fino al 2023
Tra le misure approvate figura anche la sanatoria dei debiti relativi alla tassa automobilistica regionale maturati tra il 2000 e il 2023.
Il consigliere regionale del Partito Democratico Ubaldo Pagano ha respinto le accuse rivolte alla maggioranza.
“Non stiamo facendo alcun regalo agli evasori. Restano esclusi dalla sanatoria i debiti derivanti da condanne della Corte dei Conti”.
Il provvedimento consentirà ai contribuenti di estinguere i debiti beneficiando dell’azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio della riscossione. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure attraverso una rateizzazione fino a 54 rate bimestrali, distribuite nell’arco di nove anni.
Lo scontro politico
Dure le critiche di Fratelli d’Italia, che ha definito il Defr “privo di visione” e ha contestato la mancanza di risorse per nuove leggi e il mancato intervento sulle sanzioni per le mancate disdette delle prestazioni sanitarie.
“I malati aspettano anni per mammografie e Tac, ma le Asl continuano a inviare sanzioni per presunte dimenticanze risalenti anche a dieci anni fa. È una vergogna”, attacca il partito.
Di segno opposto il commento del capogruppo del Pd Stefano Minerva, secondo cui il provvedimento approvato “non contiene soltanto numeri, ma rappresenta le priorità di una Regione e l’idea di futuro che sceglie di costruire, coniugando rigore nella gestione delle risorse e investimenti per lo sviluppo”.








