Stava aspettando solo il momento buono. Ed è arrivato all’indomani del ritiro delle dimissioni della sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo e della nomina dell’architetto Michele Salatto ad assessore all’Urbanistica, che ha generato nel M5S una spaccatura e una disillusione solo parzialmente sopita dalle posizioni ufficiali.
L’europarlamentare Mario Furore ha scelto di dimettersi dal ruolo di coordinatore provinciale del M5S, anche in virtù della risoluzione della crisi al Comune di Foggia, nella quale nessuna delle istanze pentastellate è stata accolta, in un eterno limbo amministrativo, soprattutto l’esigenza sentita di una rimozione dei dirigenti all’Ambiente e al Welfare (le due deleghe delle assessore a 5 stelle).
C’è chi sostiene inoltre che Furore sperasse in un azzeramento, mai voluto in realtà dalla sindaca, anche per tentare di “decapitare” Lucia Aprile, che ha creato non poche grane al M5S. Dagli incarichi alla famiglia allargata (Piazza Sant’Eligio a meno di un mese dalla popolare festività di Sant’Anna è ancora senza panchine da un anno) fino alla gestione dei cassonetti intelligenti.
“È diventata una situazione ingestibile. Me ne voglio scappare. Aspetto il buon momento. Non si può andare avanti così”, avrebbe detto agli amici Furore, che in privato ha accusato la sindaca, la sua pupilla che lui stesso ha “promosso” politicamente nella primavera estate del 2023, di avergli danneggiato e incrinato il rapporto col leader Giuseppe Conte.
Nel mezzo ci si è messa anche San Giovanni Rotondo e il difficile parto della candidatura di Rossella Fini, che si è schiantata contro il centrodestra, e l’impossibile gestione dei fratelli bifronti Mangiacotti ancora così decisivi nelle dinamiche degli alleati del Pd.
Ha dovuto ingoiare tanto Furore in questi anni in difesa della sua prescelta, la ex dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, che ha accollato a tutta la città. I primi dissidi furono Lia Azzarone presidente del Consiglio, che già studia da candidata sindaca per il secondo mandato del campo largo per un cambio in corsa sempre attuato dal Pd da Ciliberti a Mongelli, e Colomba Mongiello nel CdA di Amiu Puglia. Michele Salatto è stato l’ennesimo boccone amaro.
Qualcuno dalla base lo aveva supplicato, scrivendogli: “No a nomi del passato amministrativo dell’ente. No a nomi all’urbanistica di partito. No a persone che hanno lo studio. No a chi ha incarichi o avuto incarichi con l’Ente”.
Ma i No non sono bastati. Torna a fare politica con slancio da Bruxelles. È arduo che possa correre alle Politiche perché dovrebbe dimettersi da europarlamentare. Potrebbe nel 2028 trovare il coraggio che gli è mancato nel 2023 e scegliere di candidarsi alla guida giovane della città.
Tutti sono dalla sua parte. L’ingegner Giovanni Quarato lo ringrazia sui social: “Un grande ringraziamento a Mario per tutto l’impegno che ha profuso nel ruolo complesso di coordinatore provinciale. Mi spiace che abbia lasciato, ma lo capisco, solo pochi rinunciano ad un ruolo per affermare un principio ed una posizione coerente. Sono sicuro che il suo contributo al Movimento non sarà inferiore a quello che ha sempre dato, senza risparmiarsi”. Lo difende Rosa Barone: “La serietà di Mario non si discute. Il campo largo in questa provincia è merito suo, è frutto del suo impegno, so quanto gli è costato questo passo e quanto abbiamo provato a farlo desistere , ma allo stesso tempo, comprendo che a certo punto bisogna prendere la scelta che si ritiene giusta. Andiamo avanti”.
Il parlamentare Marco Pellegrini gli dedica un accorato coccodrillo, parlandogli direttamente: “La tua coerenza e il tuo coraggio non sono in discussione né costituiscono una novità del tuo percorso umano e politico. Come sai, ho provato, abbiamo provato, fino all’ultimo, fino a ieri sera, a farti cambiare idea pur comprendendo le ragioni politiche, il tuo stato d’animo e gli alti principi che ti hanno portato a prendere questa decisione. Conosco il tuo amore per Foggia e per la Politica con la P maiuscola, quella che dà speranza, visione, futuro, risultati ai cittadini. So quanto non sopporti la politica politicante, i compromessi al ribasso, l’assenza di una visione. Per questi motivi, continuo a sperare nella possibilità di un ritorno sui tuoi passi perché sono convinto che potresti dare ancora molto a Foggia e al nostro territorio, che hanno bisogno di un deciso scatto in avanti, di un futuro diverso e non meritano un arido e mero galleggiamento per quieto vivere. Ma se così non fosse, se proseguirai su questa strada, rispetto e rispetterò la tua decisione. Del resto, so quanto ti è costato prenderla. Meriti solo il meglio”.











