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Home - Centro Cesarano, il secondo piano torna a vivere: Neuropsichiatria infantile e servizi per l’autismo nella struttura simbolo di Manfredonia

Centro Cesarano, il secondo piano torna a vivere: Neuropsichiatria infantile e servizi per l’autismo nella struttura simbolo di Manfredonia

Dopo anni di utilizzo limitato, gli spazi accoglieranno stabilmente le attività dedicate ai bambini e ai ragazzi con fragilità. Valente: "Un risultato costruito per le famiglie". La Marca: "Risposta concreta per tutto il Gargano"

Di Redazione
15 Giugno 2026
in Manfredonia, Sanità & Salute
centro Cesarano

centro Cesarano

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Il 15 giugno 2026 segna una data destinata a entrare nella storia del Centro di Riabilitazione “Cesarano” di Manfredonia. Da oggi il secondo piano della struttura torna infatti alla sua piena funzione, accogliendo il Servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e le attività dedicate all’autismo.

Una scelta che restituisce nuova centralità a spazi rimasti per anni sostanzialmente inutilizzati o utilizzati solo in minima parte e che consentirà di ampliare concretamente i servizi destinati ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie di Manfredonia e dell’intero territorio garganico.

Il ritorno della Neuropsichiatria infantile

La Neuropsichiatria infantile era stata trasferita alcuni mesi fa presso il Distretto sociosanitario e nei locali del Consultorio cittadino per dare attuazione a una normativa del 2013 che prevedeva la separazione organizzativa tra il Dipartimento della Riabilitazione e quello della Neuropsichiatria.

Una decisione che aveva suscitato perplessità e preoccupazioni tra le famiglie, da sempre abituate a considerare il Centro Cesarano un punto di riferimento per i percorsi riabilitativi dei propri figli.

Secondo quanto emerso nel confronto avviato negli ultimi mesi, gli spazi individuati presso il Consultorio non rispondevano pienamente alle esigenze degli utenti e degli operatori, rendendo necessario individuare una soluzione più funzionale.

Il lavoro istituzionale e il confronto con l’ASL

A seguire direttamente la vicenda è stata l’assessora al Welfare e Cultura Maria Teresa Valente, che ha raccolto le istanze delle famiglie e promosso un dialogo con l’ASL Foggia per trovare una soluzione compatibile con le disposizioni normative ma più adeguata alle necessità del servizio.

Determinante, secondo quanto evidenziato dall’amministrazione comunale, è stato il contributo del direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Foggia e responsabile della Psichiatria dell’ospedale “San Camillo de’ Lellis”, Savino Dimalta, che ha favorito il confronto tra le diverse professionalità coinvolte.

All’interlocuzione hanno preso parte anche il direttore generale dell’ASL Foggia Antonio Nigri, il direttore del Dipartimento Interaziendale per la Gestione Integrata della Riabilitazione Andrea Santamato, la responsabile della Neuropsichiatria infantile Ilaria Pizzolorusso e la psicologa Raffaella Romano, referente dei progetti dedicati all’autismo e all’inclusione socio-lavorativa.

Una scelta che rafforza l’identità del Cesarano

La decisione assume un significato particolare anche alla luce della storia del Centro Cesarano, nato grazie alla visione di monsignor Cesarano, che durante il suo episcopato sostenne iniziative dedicate ai più fragili e contribuì alla realizzazione della struttura.

Nel tempo il centro è diventato un punto di riferimento per la riabilitazione neuromotoria e per l’assistenza alle persone con disabilità provenienti da tutta la Capitanata.

La destinazione del secondo piano alla Neuropsichiatria infantile e alle attività per l’autismo rappresenta inoltre il compimento di un progetto fortemente voluto dalla compianta Ermidia Teutonico, direttrice del centro e medico fisiatra scomparsa nel 2023, che aveva immaginato proprio quegli spazi come sede di nuovi servizi dedicati all’età evolutiva.

Valente: “Un risultato costruito per le famiglie”

“Ho preso a cuore questa situazione partendo dalle preoccupazioni delle famiglie e dalla necessità di comprendere fino in fondo le ragioni del trasferimento”, ha dichiarato l’assessora Maria Teresa Valente.

“Nel dottor Savino Dimalta ho trovato un interlocutore attento, disponibile e concretamente impegnato nella ricerca della soluzione più adeguata. Il suo contributo è stato determinante per riportare la Neuropsichiatria infantile al Cesarano e per consentire che il secondo piano, rimasto per anni sostanzialmente inutilizzato, potesse finalmente accogliere anche le attività dedicate all’autismo”.

La Marca: “Una risposta concreta per il territorio”

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Domenico La Marca, che ha definito il risultato un importante passo avanti per l’intera comunità.

“Il ritorno della Neuropsichiatria infantile al Centro Cesarano e la destinazione del secondo piano anche alle attività per l’autismo rappresentano un risultato importante per Manfredonia e per tutto il territorio garganico”, ha affermato il primo cittadino.

“È una risposta concreta e un esempio positivo di collaborazione tra istituzioni. Lo sviluppo di un territorio passa anche dalla capacità di assicurare cura e servizi adeguati alle persone che hanno maggiore bisogno di sostegno”.

Una nuova fase per il Centro Cesarano

Con l’attivazione dei nuovi spazi si apre una nuova fase per una struttura che da decenni rappresenta uno dei principali punti di riferimento sociosanitari della provincia di Foggia.

L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare ulteriormente i percorsi di assistenza, riabilitazione e inclusione dedicati ai bambini e ai ragazzi con fragilità, restituendo piena funzionalità a un centro nato proprio per offrire risposte concrete alle famiglie del territorio.

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Tags: Andrea SantamatoAsl FoggiaautismoCentro CesaranoDomenico La MarcagarganoManfredoniaMaria Teresa Valenteneuropsichiatria infantileSavino Dimalta
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