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Home - “Ti uccido”, schiaffi e minacce: l’ex di Starace a processo, mentre resta aperto il fronte concussione

“Ti uccido”, schiaffi e minacce: l’ex di Starace a processo, mentre resta aperto il fronte concussione

Le accuse di maltrattamenti e l’indagine che coinvolge l’assessora regionale, il sindaco Nobiletti e un dirigente comunale. L'intreccio di Vieste

Di Redazione
13 Giugno 2026
in Cronaca, Gargano
Starace e Decaro

Starace e Decaro

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“Ti uccido”, sarebbe arrivato anche a dirle. Maltrattamenti, violenze fisiche e verbali, in alcuni casi anche davanti ai figli. Sono gravi le accuse al centro del processo che vede imputato Alessandro Corso, ex marito dell’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, per una convivenza familiare che, secondo la ricostruzione accusatoria riportata in queste ore da Repubblica Bari, sarebbe diventata nel tempo invivibile.

Le accuse di violenza e maltrattamenti

Secondo quanto emerso dagli atti, Corso, convinto che la moglie avesse una relazione extraconiugale, in un’occasione l’avrebbe colpita con quattro schiaffi. In un altro episodio le avrebbe sferrato un calcio, facendola cadere. A questi fatti si sarebbero aggiunte continue offese, ingiurie e messaggi dal contenuto pesante.

Alcune violenze, secondo l’accusa, sarebbero avvenute anche davanti ai figli, che sono stati ascoltati nell’ambito del procedimento. Tra le contestazioni c’è anche quella di aver limitato la libertà della donna, impedendole di uscire liberamente o costringendola a posizionarsi in auto in modo da poter guardare soltanto lui.

Negli atti dell’indagine figurerebbe anche l’ammissione, da parte dell’uomo, di alcuni episodi. La prossima udienza del processo a carico di Corso è fissata per ottobre.

L’altra indagine: la revoca delle autorizzazioni al Verdemare

La vicenda dei presunti maltrattamenti si intreccia con un’altra inchiesta, quella per concussione che vede indagati Starace, il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e il dirigente comunale Vincenzo Ragno.

L’indagine è partita dopo la denuncia di Corso e riguarda la revoca delle autorizzazioni al villaggio turistico Verdemare, struttura riconducibile all’ex marito dell’assessora. Al vaglio degli inquirenti c’è l’ipotesi che quel provvedimento sia stato utilizzato per fare pressione su Corso affinché adempisse agli obblighi di mantenimento familiare.

Tra gli elementi finiti nelle mani degli investigatori ci sarebbe anche una conversazione registrata dall’assessore comunale Tano Paglialonga, poi revocato da Nobiletti, fratello dell’attuale compagna di Corso.

La difesa pubblica di Corso

Corso respinge le accuse e, sul tema del mantenimento dei figli, sostiene di aver sempre rispettato i propri doveri.

“È assolutamente falso affermare che io non abbia provveduto al mantenimento dei miei figli”, ha dichiarato. “Nel corso degli anni ho sempre adempiuto ai doveri di padre, garantendo il sostegno economico ai figli come risulta dalla documentazione in mio possesso”.

L’uomo parla di una separazione dolorosa e nega di aver mai ferito fisicamente l’ex moglie.

“Negli anni successivi alla crisi coniugale sono stati prodotti certificati e documenti che oggi vengono riproposti nell’opinione pubblica. Tuttavia non hanno mai determinato misure cautelari né accertamenti definitivi di responsabilità nei miei confronti”.

“Messaggi scritti in un contesto emotivo”

Corso contesta anche l’interpretazione dei certificati medici e dei messaggi che, secondo l’accusa, conterrebbero ammissioni di responsabilità.

“Alcuni di questi certificati riguardavano semplici arrossamenti cutanei che sarebbero stati interpretati come conseguenza di percosse. Una ricostruzione che contesto fermamente”, afferma.

Poi aggiunge: “I messaggi di ammissione di responsabilità devono essere letti nel contesto emotivo in cui furono scritti: un periodo di forte sofferenza personale, nel quale il mio obiettivo era solo e esclusivamente evitare la rottura definitiva della famiglia”.

Secondo Corso, quelle frasi “non possono essere considerate, di per sé, come ammissioni dei fatti contestati”, ma andrebbero valutate nel quadro di “una separazione particolarmente difficile e dolorosa, segnata da forti emozioni, incomprensioni e da un clima di costante conflitto”.

La struttura turistica e gli interessi economici

Nella sua ricostruzione difensiva, Corso sostiene anche di aver lasciato all’ex moglie la gestione di una struttura turistica che un tempo i due amministravano insieme. Si tratta di una casa vacanze con appartamenti di pregio e piscina, in una contrada di Vieste, che secondo quanto riferito genererebbe un utile annuo di circa 80mila euro.

Starace risulterebbe socia al 90 per cento della società che gestisce la proprietà. Una circostanza che si inserisce in un contesto economico particolarmente rilevante per Vieste, dove il turismo rappresenta uno dei motori principali del territorio. Starace, da imprenditrice del settore, è poi diventata assessora comunale al Turismo e oggi ricopre lo stesso incarico a livello regionale.

Fino a cinque anni fa, la struttura sarebbe stata gestita da entrambi i coniugi. Nei commenti dei clienti, tutti positivi, comparivano anche ringraziamenti a “Graziamaria e Sandro per la splendida accoglienza e gentilezza”.

Gli accertamenti edilizi e la posizione della Regione

La stessa casa vacanze è stata oggetto in passato di accertamenti edilizi per alcune irregolarità, poi sanate. Una vicenda che, negli uffici comunali di Vieste, avrebbe generato anche qualche polemica.

Intanto l’inchiesta per concussione su Starace, Nobiletti e Ragno è ancora in corso. Il governatore Antonio Decaro ha rinviato ogni decisione politica sul caso dell’assessora all’esito degli accertamenti, vista la delicatezza della vicenda e il quadro giudiziario ancora aperto.

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Tags: Alessandro CorsoAntonio Decaroassessora regionale al TurismocapitanataConcussionecronaca giudiziariagarganoGiuseppe Nobilettigraziamaria staracemaltrattamentiregione pugliaturismoViestevillaggio VerdemareVincenzo RagnoViolenze
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