Proseguire le ricerche nel sottosuolo dell’ex distretto militare di Foggia per fare luce su uno dei più affascinanti misteri della storia cittadina. È l’obiettivo del Comitato spontaneo “Alla ricerca del Santo Perduto”, che nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala consiliare del Comune ha chiesto all’amministrazione di ampliare e approfondire le indagini archeologiche nell’area dell’antico convento francescano.
L’incontro, moderato dal giornalista Tonio Toma, ha visto la partecipazione dell’assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica Pino Galasso, oltre ai promotori dell’iniziativa impegnati da anni nella valorizzazione del sito.
Le scoperte nel sottosuolo
Negli ultimi mesi i rilievi effettuati dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza hanno portato alla luce ambienti sotterranei, arcate, cunicoli e camminamenti ritenuti di grande interesse storico e archeologico. Secondo il comitato, queste strutture potrebbero appartenere al primo convento francescano di Foggia.
Da qui la richiesta di proseguire le indagini utilizzando tecnologie più avanzate e ampliando le ricerche anche alle aree circostanti, nella convinzione che il sito possa custodire ulteriori testimonianze di grande valore.
L’ipotesi del Beato Giacomo di Assisi
Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la figura del Beato Giacomo di Assisi, confratello di San Francesco e considerato da alcuni studiosi il fondatore del convento francescano cittadino. Secondo le ricostruzioni illustrate durante la conferenza, il religioso sarebbe giunto a Foggia intorno al 1220 al seguito del Santo di Assisi e sarebbe morto in città nel 1230.
Il consigliere comunale Nicola Formica, che da anni sostiene questa ipotesi, ha evidenziato come un eventuale ritrovamento delle spoglie del Beato potrebbe rappresentare un evento di portata straordinaria per la città, soprattutto nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco.
Il contributo degli studiosi francescani
A sostegno della tesi sono intervenuti anche fra Simone Schiavone, archeologo e studioso della storia francescana, e fra Giovanni Delli Carri del convento dell’Immacolata.
Entrambi hanno richiamato documenti e testimonianze storiche che attesterebbero la presenza del Beato Giacomo a Foggia e il suo ruolo nella nascita della comunità francescana cittadina. In particolare, sono stati citati manoscritti custoditi dai frati conventuali di Assisi.
Il futuro dell’ex convento
L’area oggetto delle indagini è destinata a un importante progetto di riqualificazione che prevede la realizzazione di uno studentato Adisu e del Museo Giordaniano grazie a finanziamenti regionali per circa 20 milioni di euro, ai quali si aggiungono ulteriori risorse destinate al museo.
Il comitato ha chiarito di non voler ostacolare gli investimenti programmati, ma ritiene necessario completare tutte le verifiche archeologiche prima dell’avvio definitivo dei lavori, per evitare che eventuali ritrovamenti di rilevanza storica, artistica o religiosa possano andare perduti.
Galasso: “Nessuna scoperta sarà trascurata”
L’assessore Pino Galasso ha assicurato la volontà dell’amministrazione di proseguire le attività di monitoraggio e ricerca, riconoscendo il valore del patrimonio emerso dai primi rilievi. Ha inoltre evidenziato la necessità di reperire ulteriori risorse economiche per continuare le indagini e affrontare lo svuotamento degli ambienti sotterranei già individuati, operazione che richiede strumenti tecnologici più avanzati rispetto a quelli oggi disponibili.
La richiesta di nuovi fondi
Al termine dell’incontro, il comitato e il consigliere Formica hanno chiesto al Comune di valutare uno stanziamento straordinario attraverso una variazione di bilancio e di coinvolgere la Soprintendenza archeologica nel reperimento delle risorse necessarie per proseguire gli scavi. L’obiettivo è approfondire le ricerche su un patrimonio che potrebbe riscrivere una pagina importante della storia francescana di Foggia.













