Foggia si è fermata per ricordare una delle ferite più profonde della sua storia. A 83 anni dai devastanti bombardamenti dell’estate del 1943, la città ha inaugurato ufficialmente il monumento dedicato alle migliaia di vittime civili che persero la vita sotto le bombe alleate. Un’opera attesa da decenni da intere generazioni e che da oggi trova spazio nel piazzale antistante la stazione ferroviaria intitolato a Vincenzo Russo, accanto alla storica locomotiva 880-009 restaurata e restituita alla città.
La stele, realizzata dallo scultore e designer Alfredo Nemo Romagno, è alta circa cinque metri ed è stata scolpita nella pietra di Apricena. L’opera richiama il dolore e la rinascita di Foggia dopo una delle pagine più drammatiche della Seconda guerra mondiale. La cerimonia si è svolta questa mattina davanti a numerosi cittadini, autorità civili e militari, studenti e rappresentanti delle associazioni del territorio.
La città unita nel ricordo delle vittime
Alla manifestazione hanno preso parte la sindaca Maria Aida Episcopo, il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Michele Vigne, il presidente provinciale Anvcg Michele Corcio, il presidente della Fondazione Monti Uniti Filippo Santigliano, il presidente del Comitato per il monumento Alberto Mangano, il promotore della delibera comunale per la nuova collocazione della locomotiva Pasquale Cataneo, l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Piemontese, il segretario generale Nidil Cgil Francesco Volpicelli, rappresentanti della Fondazione Ferrovie dello Stato e numerosi esponenti del mondo associativo.
Presenti anche gli studenti degli istituti Garibaldi e Poerio, insieme a tanti cittadini che quei bombardamenti li hanno vissuti direttamente da bambini o attraverso i racconti tramandati in famiglia.
“Siamo l’ultima generazione che poteva farlo”
Particolarmente toccanti gli interventi pronunciati durante la cerimonia. Filippo Santigliano ha sottolineato il valore storico e simbolico dell’iniziativa: “Siamo l’ultima generazione che poteva fare questo”, ha detto, evidenziando l’urgenza di conservare la memoria di quanto accaduto nell’estate del 1943.
Emozionato anche Alberto Mangano, che ha annunciato lo scioglimento del Comitato nato proprio per ottenere il monumento commemorativo: “L’obiettivo è stato raggiunto attraverso la partecipazione e l’ascolto”, ha spiegato davanti ai presenti.
La stele di Alfredo Nemo Romagno
Lo scultore Alfredo Nemo Romagno ha illustrato il significato dell’opera, spiegando che il monumento nasce dall’intreccio tra “dolore e rinascita”, due elementi che segnano profondamente la storia di Foggia. La stele è stata poi benedetta da don Francesco Saverio Trotta, delegato del vescovo mons. Giorgio Ferretti.
Il taglio del nastro è avvenuto esattamente 83 anni dopo l’inizio dei bombardamenti che rasero al suolo gran parte della città e provocarono migliaia di vittime civili, una tragedia che ancora oggi rappresenta una delle pagine più dolorose della memoria collettiva foggiana.
La memoria e il messaggio di pace
Le celebrazioni erano iniziate già ieri sera nel cortile di Palazzo di Città con la manifestazione “Memoria e musica per una cultura di pace”, promossa dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra insieme al Comune di Foggia. L’ANMIG Ensemble, diretto dal maestro Giovanni Carelli, ha eseguito brani dedicati alla memoria delle vittime civili, alla libertà dei popoli e alla dignità umana.
Questa mattina, a pochi metri dal monumento, un telo arcobaleno sorretto dagli esponenti del Comitato per la Pace ha ricordato come morte, guerre e devastazioni siano ancora oggi una tragica realtà in molte parti del mondo. Un messaggio forte, nel giorno in cui Foggia ha scelto di legare il ricordo del proprio passato a un appello collettivo contro ogni conflitto.
Un monumento atteso da decenni
L’inaugurazione del monumento rappresenta un passaggio storico per la città. Per decenni associazioni, familiari delle vittime e cittadini hanno chiesto un luogo simbolico dedicato ai caduti civili del ’43. Da oggi quel luogo esiste, davanti alla stazione ferroviaria, uno dei punti più colpiti durante i bombardamenti.
Una memoria che Foggia consegna alle nuove generazioni affinché il dolore di quella estate non venga dimenticato.
















