Si chiude con una assoluzione con formula piena il procedimento a carico degli imputati che avevano scelto il rito ordinario nell’ambito della nota inchiesta sui presunti assenteisti dell’Istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Enrico Mattei” di Vieste.
Il gup del Tribunale di Foggia Loretta Plantone, all’udienza del 22 maggio scorso, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Michele Biancofiore, Emelinda Santoro, Loredana Tatalo, Michele Pio Cellamare, Maria Giuseppa Chionchio, Alessandro Conte, Libera Maria Murgo, Michele Prencipe e Salvatore Santoro “in quanto gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna”.
La motivazione sarà depositata entro trenta giorni.
L’inchiesta della Guardia di Finanza
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia e condotta dalla Guardia di Finanza della tenenza di Vieste, aveva coinvolto complessivamente 33 dipendenti amministrativi dell’istituto scolastico.
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dal pubblico ministero Enrico Giacomo Infante, oggi procuratore capo di Foggia, molti degli indagati avrebbero abbandonato il posto di lavoro subito dopo aver timbrato il badge, risultando formalmente presenti in servizio mentre si dedicavano ad attività personali.
Gli investigatori avevano contestato episodi di presunta truffa aggravata ai danni dell’Ente pubblico attraverso alterazioni delle timbrature e falsificazioni degli orari di servizio.
Al centro dell’inchiesta vi era anche la figura del dipendente incaricato della gestione dei badge, che secondo l’accusa avrebbe modificato le rendicontazioni orarie assieme alla moglie, anch’essa dipendente della scuola, per giustificare le assenze di alcuni colleghi.
Le contestazioni sugli orari di servizio
Nel fascicolo della procura erano stati riportati numerosi episodi di presunte assenze ingiustificate, con tanto di prospetti orari, uscite temporanee e rientri ritenuti sospetti dagli investigatori.
Secondo l’accusa, i dipendenti avrebbero ottenuto retribuzioni per ore non lavorate causando un danno economico all’istituto scolastico.
Tra gli imputati figuravano dipendenti residenti tra Vieste, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e Manfredonia.
I difensori coinvolti
Gli imputati assolti erano assistiti dagli avvocati Antonio La Scala, Antonio Scano, Alessandro Ciliberti, Lucia Morena Daluiso, Michele Ferosi, Michele D’Angelico, Giuseppe Solitro e Luca Clemente.
Proprio l’avvocato La Scala, che difendeva uno degli imputati assolti, ha sottolineato come la decisione riguardi esclusivamente coloro che hanno scelto il rito ordinario.
Per gli altri imputati che hanno optato per il rito abbreviato o per la messa alla prova, la decisione arriverà invece nelle prossime settimane.
L’altro filone sulla disinfestazione
Nel corso della stessa attività investigativa, la Guardia di Finanza aveva inoltre ipotizzato una presunta truffa aggravata legata a un servizio di disinfestazione che, secondo l’accusa, sarebbe stato pagato dall’istituto ma mai realmente eseguito.
Per quel filone erano state denunciate tre persone e segnalata anche una società privata per presunte violazioni della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti.
La decisione del gup
La sentenza pronunciata dal gup rappresenta il primo importante esito giudiziario dell’inchiesta che, all’epoca, aveva suscitato forte clamore a Vieste e nell’intero Gargano.
Il giudice ha ritenuto che il materiale investigativo raccolto non fosse sufficiente a sostenere l’accusa in giudizio nei confronti degli imputati assolti.










