Nuovo scontro politico sulle nomine ai vertici della sanità pugliese. A intervenire con toni durissimi è il consigliere comunale di Foggia Pasquale Cataneo, esponente del Coordinamento di Civica Italia, che attacca il presidente della Regione Antonio Decaro dopo la scelta dei nuovi direttori di ASL e Policlinico.
Secondo Cataneo, le nomine rappresenterebbero l’ennesima conferma di un sistema “baricentrico” che continuerebbe a penalizzare Foggia e l’intera Capitanata.
“Due direttori baresi per la sanità foggiana”
Nel comunicato diffuso nelle ultime ore, il consigliere comunale parla apertamente di “occupazione delle guide apicali non autoctone” nel territorio foggiano.
“È finita come volevasi dimostrare. Un presidente della Regione barese che sceglie per il Policlinico e per la ASL due direttori baresi”, afferma Cataneo.
Per l’esponente politico, la decisione aggraverebbe ulteriormente quello che definisce un “commissariamento” della sanità foggiana, già colpita – sostiene – dagli effetti dell’aumento dell’Irpef regionale.
L’accusa di “baricentrismo”
Cataneo rivendica inoltre le posizioni sostenute negli ultimi anni sul presunto squilibrio territoriale a favore di Bari.
“Non bastavano i commissariamenti e le acquisizioni con trasferimenti di risorse su Bari dei settori imprenditoriali, fieristici, infrastrutturali”, dichiara, accusando il presidente Decaro di muoversi “nel solco dei suoi predecessori”.
Secondo il consigliere comunale, in passato almeno uno dei direttori sanitari era espressione del territorio foggiano, mentre oggi entrambe le figure di vertice sarebbero esterne alla Capitanata.
“Foggia utilizzata e impoverita”
Nel mirino di Cataneo finiscono anche il centrosinistra pugliese e il Partito Democratico. Il consigliere sostiene che il cosiddetto “Campo largo” continui a utilizzare Foggia e la provincia come territori da cui drenare risorse economiche e politiche.
“Il PD e il Campo largo in Puglia utilizzano Foggia e l’intera Capitanata fagocitandole e impedendone la crescita sociale e reddituale”, attacca.
Parole durissime anche contro quella che definisce una classe politica locale “prona, succube e utile” agli interessi del capoluogo regionale.
“Altro che nuova fase”
Cataneo conclude sostenendo che le recenti nomine dimostrerebbero l’assenza di una reale discontinuità politica nella gestione regionale.
“Non è tutta un’altra storia per Foggia e per la Capitanata, è sempre la stessa. Anzi, no, è peggio”, conclude il consigliere comunale foggiano.









