“Non sarà una collanina a fermare il suo viaggio, sono altre le cose importanti della vita”. È il messaggio pieno di umanità e serenità scritto dal figlio di Adriano, il pellegrino derubato nei giorni scorsi a Cerignola durante il suo cammino attraverso il Sud Italia.
Le parole sono state pubblicate dalla Pro Loco Cerignola APS dopo l’ondata di solidarietà e vicinanza ricevuta dall’uomo, vittima di un episodio che ha suscitato indignazione e acceso il dibattito sui social.
Il messaggio del figlio: “Concentriamoci sul bene”
Nel lungo post condiviso online, il figlio del pellegrino invita a non generalizzare e a non attribuire responsabilità a un’intera comunità per quanto accaduto.
“Questi sono fatti che succedono ogni giorno ad ogni latitudine”, scrive.
“Non è colpa dei cerignolani né di nessun’altra persona se non di chi ha commesso il fatto. Nessun altro si deve sentire in colpa”.
Il giovane sottolinea anche come il padre, durante il suo viaggio da Roma attraverso Lazio, Campania e Puglia, abbia incontrato “splendide persone”, sempre “disponibili e accoglienti”.
Un invito a non fermarsi agli episodi negativi ma a valorizzare “quanto c’è di buono nelle comunità”.
“Adriano ha ripreso il suo cammino”
A rassicurare tutti sulle condizioni del pellegrino è stata la stessa Pro Loco Cerignola, spiegando che Adriano ha già ripreso il suo viaggio.
“Natalina e Alessandro gli hanno mostrato i vostri messaggi di conforto e li ha molto apprezzati”, si legge nel post pubblicato dall’associazione.
L’appello della Pro Loco
Nel messaggio condiviso online arriva anche un appello rivolto alla città.
“Proviamo a migliorare la nostra città. Siamo tante brave persone, non lasciamo che pochi balordi ci rovinino la reputazione”.
Parole che hanno raccolto numerose reazioni positive e commenti di sostegno da parte dei cittadini.
L’episodio del furto, infatti, aveva provocato amarezza e preoccupazione, soprattutto perché avvenuto ai danni di un uomo impegnato in un pellegrinaggio a piedi.
Una storia che divide tra rabbia e solidarietà
La vicenda ha generato un forte dibattito sui social, ma anche una mobilitazione spontanea di solidarietà nei confronti del pellegrino.
In molti hanno voluto esprimere vicinanza ad Adriano e alla sua famiglia, sottolineando come episodi del genere non possano rappresentare l’intera comunità cerignolana.











