Non esiste una vera emergenza baby gang nel Foggiano, ma cresce la violenza tra i giovani, spesso gratuita e senza apparenti motivazioni. È il quadro emerso durante il convegno “Criminalità minorile. Tra esigenze cautelari, certezza della pena e rieducazione sociale”, svoltosi questo pomeriggio a Foggia con la partecipazione del procuratore del Tribunale per i minorenni di Bari Rosario Plotino e dell’arcivescovo della diocesi Foggia-Bovino Giorgio Ferretti.
Plotino: “Le cronache amplificano il fenomeno”
Secondo il procuratore minorile, le notizie di cronaca rischiano di offrire una percezione distorta della realtà.
“Le notizie di cronaca fanno sembrare che ci sia un quadro in evoluzione disastrosa, ma non è così”, ha spiegato Plotino. “Non parlerei di vera emergenza, al di là del caso di Taranto, ma nel Foggiano e nel territorio di nostra competenza non c’è una vera e propria emergenza”.
Il magistrato ha precisato che esistono episodi di criminalità legati a gruppi di ragazzi, spesso definiti baby gang, ma senza una struttura organizzata assimilabile ad associazioni per delinquere.
Rapine, scippi e violenza gratuita
Plotino ha però evidenziato l’aumento di episodi violenti che coinvolgono minorenni, soprattutto nel Foggiano.
“Ci sono state molte rapine, scippi e aggressioni finalizzate alla sottrazione di collanine e oggetti preziosi, il cui valore è aumentato notevolmente”, ha detto il procuratore, sottolineando che i giovani coinvolti sono stati sottoposti a misure cautelari.
Per alcuni di loro, anche molto giovani, si sta tentando un percorso di recupero sociale ed educativo.
Più preoccupante, secondo Plotino, è invece la crescita della violenza “fine a se stessa”, fatta di risse e colluttazioni tra adolescenti.
“Negli ultimi due anni abbiamo registrato un aumento della violenza anche nel Barese e nella Bat. Si tratta spesso di violenza gratuita, senza giustificazioni, con ragazzi fuori controllo”, ha spiegato.
Il ruolo di droga, alcool e modelli violenti
Per il procuratore minorile, tra le cause del fenomeno ci sarebbero l’uso di alcool e droghe, ma anche l’influenza di modelli violenti diffusi attraverso videogiochi e serie televisive.
“C’è uso di droghe e alcool che fanno calare moltissimo i freni inibitori”, ha osservato Plotino. “Bisogna agire sul piano della prevenzione, della famiglia, della scuola e dell’educazione. La repressione arriva sempre dopo e non risolve il problema”.
L’allarme del vescovo Ferretti
Sul tema è intervenuto anche l’arcivescovo Giorgio Ferretti, che ha parlato apertamente di forte preoccupazione per la situazione giovanile.
“Viviamo nell’epoca della forza. Vediamo guerre, riarmo generale e violenza diffusa. Tutto questo colpisce la mentalità dei giovani”, ha dichiarato il presule.
Ferretti ha anche denunciato problemi nel centro storico di Foggia, spiegando di aver scritto un mese fa alla sindaca Maria Aida Episcopo e al comandante della polizia locale senza aver ancora ricevuto risposta.
“Più controlli ma anche più vicinanza ai ragazzi”
Secondo il vescovo servono più controlli sul territorio, ma la sola presenza delle forze dell’ordine non basta.
“La repressione è soltanto contenimento”, ha detto Ferretti. “La scuola, le famiglie, la chiesa, tutti dobbiamo essere più vicini a questi ragazzi”.
Parole accompagnate da una riflessione amara sulla condizione delle nuove generazioni: “Per me i giovani sono una fonte di grande preoccupazione. Mi dispiace vederli talvolta con i cicchetti in mano. Non va molto bene il nostro modo di occuparci dei giovani”.











