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Home - ZES Unica, la Puglia accelera: boom di investimenti e occupazione, ma servono meno burocrazia e più infrastrutture

ZES Unica, la Puglia accelera: boom di investimenti e occupazione, ma servono meno burocrazia e più infrastrutture

Confindustria Foggia: oltre 4 miliardi attivati e 12mila nuovi posti. “Ora attrarre tecnologia e semplificare le procedure”

Di Antonella Soccio
7 Maggio 2026
in Economia, Foggia
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Fittissimo approfondimento sulla ZES Unica in Confindustria Foggia con in collegamento il vice del responsabile ZES del Governo l’avvocato Giuseppe Romano, l’architetto Sebastiano Morato e i consulenti Luca Cappuccio, Gioacchino Colonna e Benedetto Fanelli.

Non solo incentivi, ma un modello che combina: credito di imposta, semplificazione amministrativa e governance centralizzata.

“I numeri ci dicono che siamo sulla strada giusta”, ha detto il presidente di Confindustria Foggia, il dottor Potito Salatto.

Il presidente ha snocciolato vari numeri. Nel primo anno della ZES unica sono state rilasciate 413 autorizzazioni, ci sono state 6.885 richieste di credito d’imposta, con 2,55 miliardi di euro di agevolazioni e 7 miliardi di investimenti attivati, pari ad oltre 7.000 nuovi occupati.

I dati più recenti dicono che la ZES Unica sta già producendo effetti significativi: oltre 1100 Autorizzazioni Uniche rilasciate, più di 4 miliardi di euro di investimenti attivati, circa 12.700 nuovi occupati e tempi autorizzativi ridotti da 98 giorni a circa 54 giorni.

Anche sul fronte fiscale la domanda è molto forte. Sono pari a 2,55 miliardi il credito richiesto nel 2024 e a ben 3,64 miliardi i crediti richiesti nel 2025 a fronte di 2,2 miliardi disponibili.

Dal 2020, il PIL del Mezzogiorno è cresciuto del +7,1%, più del Nord (+5,1%) e del Centro (+2,8%). Un risultato legato a tre fattori: ZES, semplificazioni e PNRR.

E la Legge di Bilancio 2026 rafforza questo percorso: il credito d’imposta è prorogato fino al 31 dicembre 2028, offrendo alle imprese un orizzonte certo di tre anni per programmare gli investimenti. E rafforza il quadro degli incentivi introducendo e rilanciando il Piano Transizione 5.0 e il ritorno di meccanismi di iperammortamento evoluto orientato agli investimenti in tecnologie avanzate.

“Nel solo 2025 abbiamo avuto in tutto il Sud oltre 10.400 domande presentate (+52% in un anno), 3,64 miliardi di euro di crediti richiesti come ho detto prima, pari a circa il 50% degli investimenti, +42,8% rispetto all’anno precedente. La distribuzione territoriale evidenzia una forte concentrazione: la Campania ha il 39% dei crediti, la Sicilia il 23%, la Puglia il 18%. Tre regioni che da sole rappresentano circa il 75% delle richieste. La Puglia si conferma una delle aree più dinamiche, con quasi 1.800 domande e una crescita del 46%. Oggi non è più periferia, ma piattaforma strategica nel Mediterraneo. Un ulteriore segnale positivo arriva dall’incremento del credito d’imposta: con la nuova misura, si raggiunge fino al 75%, grazie a un contributo integrativo del 14,6%. Questi dati dimostrano che la ZES funziona”.

“La semplificazione della autorizzazione unica è la grande novità di questo strumento – ha osservato in collegamento Morato -. All’inizio si è avuta qualche difficoltà a fare capire la Zes Unica alle amministrazioni perché i settori sono dichiarati di pubblica utilità. Ed infatti una delle caratteristiche straordinarie è di poter essere anche variante allo strumento urbanistico. I dati raccontati dal presidente si sono ancora innalzati, ad oggi abbiamo 1250 Autorizzazioni Uniche Rilasciate. La Puglia oggi è seconda dopo la Campania, ma quasi allo stesso livello nel pubblico e nel privato con una grande vocazione turistica e civile l. Ha ragione il presidente Salatto dobbiamo potenziare l’automotive. Trovo grande sinergia in Regione Puglia da parte delle amministrazioni pubbliche. Sono state istruite anche istanze nel segmento energetico”.

Oggi oltre la metà delle autorizzazioni si concentra in filiere tradizionali  agroalimentare e Made in Italy.

“È un segnale di rafforzamento del tessuto esistente, ma non basta. Dobbiamo attrarre investimenti ad alto valore aggiunto: tecnologia, innovazione, logistica avanzata. Per riuscirci servono tre leve: infrastrutture efficienti, politiche industriali mirate e un dialogo costante con i territori. Ecco perché la ZES non può essere solo una misura nazionale, ma deve cominciare ad essere uno strumento costruito insieme alle imprese, alle associazioni territoriali, alle amministrazioni locali”, è la linea di Confindustria.

Per gli investimenti pluriennali permane inoltre una impostazione che rischia di limitarne l’efficacia. Le imprese sono ancora obbligate a presentare una domanda ogni anno e ha rispettare le verifiche annuali sui requisiti tra cui il vincolo sugli investimenti immobiliari e la possibile variazione dell’intensità del credito.

“Come Confindustria Foggia proponiamo una domanda preventiva unica per gli investimenti pluriennali con valutazione ex ante complessiva e la verifica dei limiti sull’intero investimento.  In questo contesto miriamo a poter essere un falicitatore per tutte le nostre imprese associate, oltre che un interlocutore istituzionale e un partner operativo per le aziende. Lo diciamo da anni come un mantra: meno burocrazia, più sviluppo, purché vi siano controlli serrati sugli incentivi e sugli investimenti nelle ZES. La Pubblica Amministrazione è chiamata a garantire un sistema di controllo e di verifica rigoroso sull’effettiva destinazione e utilizzo delle risorse assegnate. Non si tratta di introdurre meccanismi ciechi meramente formali o burocratici, bensì di adottare controlli sostanziali, orientati ai risultati, in grado di assicurare trasparenza, responsabilità e impatto concreto degli interventi. Tale approccio è essenziale per prevenire distorsioni e per evitare che gli incentivi si traducano, come purtroppo già avvenuto in passato, in trasferimenti improduttivi a favore di operatori privi dei necessari requisiti di affidabilità e solidità”.

Diverse le sollecitazioni da parte del pubblico di imprenditori in sala Fantini. Cariglia ha beneficiato di due Zes per la Puglia. “Nell’ambito di Manfredonia ho potuto rilevare una azienda che non riesce a decollare perché nel contratto d’area mancano le opere di urbanizzazione. La Zes ha un processo normativo nuovo. Si può prorogare il termine del 15 maggio? È una esigenza non perché ci ha colto di sorpresa, ma per consentire alle amministrazioni di organizzarsi. Le due Zes che mi sono state concesse superavano le conferenze di servizio, ma mi hanno permetto di respirare. Le Sovraintendenze possono bloccare le procedure?”, è stato l’interrogativo di Cariglia al rappresentante del Governo.

Il convegno ha poi analizzato le agevolazioni dei TecnoNidi e del bando di prossima apertura il Fondo Sostegno Turismo 2026 vocato alla riqualificazione energetica e all’acquisto di impianti e attrezzature.

Sono tante le opportunità che derivano anche dall’Iperammortamento.

“Il clima per gli investimenti industriali nel Mezzogiorno è cambiato, è favorevole- ha detto Fanelli disponibile in via Valentini Vista Franco per coloro che vogliono avviare le pratiche- Lo strumento della semplificazione amministrativa è stato apprezzato anche in altre regioni. Si aggiunge una nuova misura, che non è un aiuto di stato, ma una misura fiscale, il credito di imposta. Con il nuovo regime di aiuto si è ritornati sull’iperammortamento. Con il credito d’imposta il beneficio lo si riportava nell’F24, adesso il beneficio lo si ha in sede di Ires. Condizione essenziale è che l’azienda abbia un patrimonio imponibile. È un ammortamento maggiorato nel valore del cespite. Il beneficio netto Ires è di 43,2% con una maggiorazione di 180% fino a 2,5 milioni. Fino a 10 milioni la maggiorazione è del 100 % , mentre tra i 10 e 20 milioni la maggiorazione è di 50%”.

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Tags: Confindustria Foggiacredito d’impostaImpreseinvestimentilavoroMezzogiornopotito salattoPugliaSviluppozes unica
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