La sanità pugliese chiude i conti 2025 con un disavanzo complessivo che si attesta intorno ai 360 milioni di euro, leggermente inferiore alle previsioni iniziali di 369 milioni. Ma il dato più rilevante riguarda la distribuzione delle perdite, che penalizza in modo significativo anche il territorio di Foggia, tra le realtà più in difficoltà insieme ai policlinici e alla Asl di Lecce.
Foggia tra le maglie del deficit sanitario
Se da un lato le Asl di Bari e della Bat riescono a chiudere i bilanci in sostanziale pareggio, dall’altro emergono criticità evidenti per Foggia, dove il disavanzo coinvolge sia la Asl territoriale sia il policlinico. Un quadro che evidenzia una sofferenza strutturale, aggravata dalla redistribuzione delle risorse operata dalla Regione attraverso il fondo di riequilibrio. Il meccanismo ha infatti modificato la ripartizione delle perdite, incidendo sugli equilibri finali dei bilanci e lasciando scoperti alcuni territori, tra cui quello foggiano.
Come vengono distribuite le risorse
La Regione ha assegnato complessivamente le risorse sulla base di una quota capitaria, calcolata sul numero di abitanti, integrata da un fondo di riequilibrio da 250 milioni destinato a compensare situazioni critiche. In media, sono stati destinati 1.984,40 euro per ciascuno dei circa 3,87 milioni di cittadini pugliesi. Tuttavia, la distribuzione varia da territorio a territorio. Bari, pur essendo la Asl più grande, ha ricevuto una quota inferiore alla media, pari a 1.908 euro per abitante, mentre tutte le altre aziende sanitarie, comprese Foggia e Lecce, superano i 2mila euro pro capite, arrivando a 2.021 euro. Nonostante ciò, l’aumento delle risorse non è bastato a evitare le perdite nei territori più fragili.
Il nodo del riequilibrio e delle scelte politiche
Il fondo di riequilibrio ha consentito alla Regione di gestire il disavanzo in maniera flessibile, ma ha anche inciso sulle differenze territoriali. Il sistema prevede trasferimenti mensili alle Asl per circa 600 milioni di euro, seguiti da un saldo finale che consente la chiusura dei bilanci. Bari, con una assegnazione complessiva di 2,3 miliardi di euro, e la Bat, con 756 milioni, sono riuscite a coprire integralmente la spesa. Non è accaduto lo stesso per altre realtà, tra cui Foggia, dove il bilancio resta in rosso.
Scadenze e rischio commissariamento
Il termine per la copertura delle perdite scade oggi, ma la Regione risulterà inadempiente. In base alla normativa nazionale, il presidente della Regione verrà nominato commissario ad acta, con l’obbligo di intervenire entro 30 giorni per sanare il disavanzo, anche attraverso possibili aumenti delle addizionali Irpef e Irap.
Una manovra che sarà necessariamente pluriennale e che, secondo le prime indicazioni, cercherà di limitare l’impatto sui redditi più bassi, pur incidendo inevitabilmente sui contribuenti con redditi superiori ai 28mila euro.
Adeguamenti organizzativi anche a Foggia
Nel frattempo, la giunta regionale ha approvato modifiche all’assetto delle aggregazioni funzionali territoriali dei medici di base anche nella Asl di Foggia, oltre che in quelle di Lecce e Taranto. Si tratta di interventi tecnici finalizzati a migliorare la copertura dei servizi sul territorio, su richiesta delle organizzazioni di categoria e delle amministrazioni locali.
Un segnale di intervento organizzativo che, però, si inserisce in un contesto finanziario complesso, dove Foggia resta tra i territori più esposti alle difficoltà del sistema sanitario regionale.










