Si gioca su più tavoli la partita sul futuro di Michele Emiliano, tra il possibile rientro in magistratura e le manovre politiche per evitarlo in vista di una candidatura alle elezioni politiche del 2027. Come riportato da Repubblica Bari, nelle ultime ore si è registrato un nuovo tentativo da parte del presidente della Regione Antonio Decaro, che è stato audito dalla Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura.
Il tentativo di Decaro al Csm
L’obiettivo è chiaro: evitare che Emiliano torni a indossare la toga, anche solo per pochi mesi. Per questo Decaro starebbe lavorando a una nuova formulazione dell’incarico di consulenza già respinto in tre occasioni. L’ipotesi al vaglio è quella di circoscrivere il ruolo a una consulenza giuridica specifica, ad esempio sul dossier Ilva, limitandola a un periodo di un anno.
Dal Csm, però, è arrivata una richiesta precisa: formalizzare una nuova proposta mettendo nero su bianco questa diversa impostazione. Un passaggio necessario per valutare eventuali margini di accoglimento.
Le mosse del Pd e il ruolo del Nazareno
Parallelamente, si muove anche il Partito democratico a livello nazionale. Sempre secondo Repubblica Bari, la segretaria Elly Schlein ha già espresso vicinanza a Emiliano e disappunto per l’evoluzione della vicenda. Al Nazareno si sta lavorando per individuare una soluzione che possa superare i confini pugliesi e ricomporre anche le tensioni con Decaro.
Non mancano infatti attriti tra l’ex governatore e l’attuale presidente della Regione, legati anche agli impegni non mantenuti dopo la mancata candidatura di Emiliano al consiglio regionale e alla mancata nomina in giunta.
La scadenza del 27 aprile e le ipotesi sul rientro
Intanto il tempo stringe. Entro il 27 aprile Emiliano dovrà indicare al Csm la sede in cui rientrare in servizio e il ruolo da ricoprire, scegliendo tra pubblico ministero o giudice. Tra le opzioni considerate ci sarebbero le Procure di Avellino, Benevento e Santa Maria Capua Vetere, con l’idea di restare comunque vicino alla Puglia, anche a costo di spostamenti da pendolare.
L’ex governatore ha però bollato come “illazioni” le indiscrezioni su possibili incarichi politici imminenti, mantenendo una linea prudente.
Le alternative politiche in campo
Il Pd non sembra rassegnarsi all’ipotesi del ritorno in magistratura, considerato che Emiliano viene ancora visto come una risorsa strategica per il centrosinistra. Tra le soluzioni allo studio, ci sarebbe anche quella di un incarico come consulente di una commissione parlamentare, strada già percorsa da altri magistrati in aspettativa.
Un’opzione che richiederebbe comunque tempi più lunghi, tra richieste e autorizzazioni del Csm, e che quindi resta subordinata all’esito del nuovo tentativo di Decaro.
Tensioni e trattative ancora aperte
Nei giorni scorsi si era anche ipotizzato un rientro di Emiliano nella giunta regionale, ma l’idea è stata rapidamente accantonata da Decaro per evitare di sacrificare uno degli assessori tecnici attualmente in carica.
Le interlocuzioni tra Emiliano e il Pd nazionale proseguono, mentre il conto alla rovescia verso la scadenza fissata dal Csm entra nella fase decisiva. Una partita complessa, tra diritto, politica e strategie future.











