“Mio marito non aveva nemici”. È un grido di dolore, ma anche un appello alla verità, quello lanciato da Sara Traisci, moglie di Annibale “Dino” Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso a colpi di pistola la sera del 13 aprile a Foggia.
Per la prima volta la donna ha parlato pubblicamente al Tg1, ricostruendo gli ultimi momenti prima dell’omicidio e chiedendo a chiunque sappia qualcosa di farsi avanti.
“Dieci minuti e torno”: l’ultima frase
“Era felicissimo di essere tornato prima a casa. Mi ha detto: ‘Dieci minuti e torno, il tempo di portare Maya e stiamo assieme’”, racconta la moglie, ricordando l’uscita per portare a passeggio il cane.
Da quella passeggiata, però, Dino non è mai più rientrato. È stato ucciso con quattro colpi di pistola, a pochi passi dalla sua abitazione.
“Un uomo d’oro, non aveva nemici”
Nel racconto di Sara emerge il profilo di un uomo benvoluto da tutti. Preparatore atletico, impegnato anche come ministrante in chiesa, padre di due figlie, Carta aveva da poco festeggiato insieme alla moglie i dieci mesi della loro bambina.
“Un marito, un uomo d’oro. Come lui non ce ne sono”, dice la donna, che non riesce a darsi una spiegazione per quanto accaduto.
“Voglio capire perché hanno fatto male a una persona che non ha mai fatto male a nessuno e perché non dovesse essere più insieme alle sue figlie”.
L’appello: “Meno omertà, più coraggio”
Parole forti anche sull’importanza della collaborazione dei cittadini. “Spero che ci sia meno omertà e più coraggio. Se qualcuno ha visto qualcosa o sa un minimo particolare, lo dica alle forze dell’ordine”, è l’appello lanciato dalla moglie.
Un invito a rompere il silenzio per aiutare gli investigatori a fare luce su un delitto che resta, al momento, senza un movente chiaro.
Le indagini e la pista del passato
Intanto proseguono le indagini di Procura e carabinieri. Si cerca un uomo con il volto coperto, ripreso da una telecamera mentre si muove in bicicletta nei pressi del luogo del delitto.
Tra le piste al vaglio c’è anche quella che riporta a un episodio avvenuto quasi tre anni fa: la morte di un uomo, noto alle forze dell’ordine, precipitato da un’impalcatura nello stesso palazzo in cui viveva Carta. Un caso archiviato come incidente, ma oggi riesaminato dagli inquirenti per verificare eventuali collegamenti.
“Con l’aiuto del Signore”
Alla domanda su come affronterà il futuro, Sara Traisci si commuove: “Con l’aiuto del Signore…”.
Parole che raccontano il dolore di una famiglia spezzata e che, allo stesso tempo, rafforzano la richiesta di verità e giustizia per Dino Carta, un delitto che continua a scuotere profondamente Foggia.









