Una proposta di legge per adeguare le norme regionali alle nuove condizioni climatiche ed economiche che stanno mettendo in crisi il comparto agricolo pugliese. A presentarla è il vicepresidente della Commissione Agricoltura e consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Gatta, con l’obiettivo di modificare la legge regionale numero 38 del 2016.
Il nodo della bruciatura delle stoppie
Tra i punti centrali dell’intervento c’è la questione della bruciatura dei residui vegetali, pratica particolarmente sentita in Capitanata. “Le mutate condizioni climatiche ed economiche stanno mettendo in forte difficoltà il comparto agricolo pugliese, per quello della Capitanata si aggiunge anche il problema della bruciatura delle stoppie”, spiega Gatta.
Secondo il consigliere, la normativa attuale imporrebbe pratiche oggi difficili da sostenere per molte aziende agricole, soprattutto in un contesto segnato da siccità, aumento dei costi e cambiamenti climatici.
Una crisi che colpisce il grano duro
La proposta nasce, sottolinea Gatta, dall’ascolto diretto degli agricoltori. In particolare, è la cerealicoltura a vivere una fase critica, con il grano duro in forte sofferenza e una riduzione delle superfici coltivate che rischia di portare all’abbandono dei terreni.
“Parliamo di una crisi senza precedenti”, evidenzia, indicando nella necessità di semplificare le regole uno degli strumenti per sostenere il settore.
Le novità previste
La proposta di legge introduce maggiore flessibilità, prevedendo la possibilità di ricorrere alla bruciatura controllata anche in deroga, inclusi alcuni contesti come le aree protette e i siti Natura 2000, a patto che siano rispettate precise linee guida e supportate da relazioni tecniche.
Tra le modifiche anche la revisione delle cosiddette “precese”, con una riduzione della loro ampiezza, ritenuta spesso eccessiva rispetto alle dimensioni degli appezzamenti, soprattutto in una regione caratterizzata da aziende agricole di piccole dimensioni.
“Non è un passo indietro sull’ambiente”
Gatta respinge le possibili critiche sul fronte ambientale. “Non si tratta di arretrare sulla tutela dell’ambiente, ma di adottare un approccio pragmatico ed equilibrato”, chiarisce, sottolineando la necessità di tenere insieme sostenibilità ambientale e produttività agricola.
Obiettivo: salvaguardare il comparto
Il provvedimento punta a individuare un punto di equilibrio tra la tutela del territorio e la salvaguardia del lavoro agricolo. “Non possiamo permetterci norme che finiscono per penalizzare chi garantisce produzione e sicurezza alimentare”, conclude il consigliere.
Una proposta che riapre il dibattito sulle politiche agricole regionali, in un momento delicato per l’intero comparto.











