Un audio inquietante, che potrebbe racchiudere gli ultimi istanti di vita di Annibale Carta, detto Dino, il personal trainer 42enne ucciso lunedì sera a Foggia. La registrazione, captata da una telecamera di sorveglianza a circa 30 metri dal luogo del delitto, è stata trasmessa nel pomeriggio durante la trasmissione “Ore 14” su Raidue.
Le voci e poi gli spari
Nel file si sentono inizialmente frammenti di dialoghi, con voci sovrapposte – alcune maschili e una femminile – che parlano anche di un cane. In seguito una donna sembra dire: “Ma non mi interessa tu mi hai lasciato al telefono poi parlavi con lei…”
Poi, all’improvviso, una frase che gela: “Ma che fai? Mi spari?”, seguita da quattro colpi di pistola in rapida successione.
Subito dopo, un’altra voce maschile pronuncia parole che aggiungono inquietudine alla scena: “Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro”.
I quattro spari risultano registrati alle 21.58, orario compatibile con quello dell’omicidio avvenuto in via Caracciolo, dove Carta è stato colpito mortalmente alle spalle mentre portava a spasso il cane.
Nessuna certezza sull’identità delle voci
Nonostante la diffusione dell’audio, al momento non vi è alcuna certezza che tra le voci registrate vi siano quelle della vittima o del suo assassino. Proprio su questo punto gli investigatori mantengono la massima cautela.
Il procuratore: “Servono riscontri, non corse mediatiche”
A frenare ogni conclusione affrettata è il procuratore capo di Foggia, Enrico Infante, che invita alla prudenza: “È facile mandare in onda un audio e commentarlo, ma abbiamo bisogno di una consulenza fonica per capire le voci. Occorrono verifiche e riscontri”.
Il magistrato sottolinea come i tempi delle indagini non possano coincidere con quelli dell’opinione pubblica: “Comprendo la preoccupazione e la richiesta di risposte immediate, ma questo purtroppo non è possibile. L’impegno è massimo”.
Un delitto ancora senza movente
Intanto resta avvolto nel mistero il movente dell’omicidio. Carta, incensurato, ben inserito nella vita cittadina e attivo anche nel volontariato, è stato ucciso sotto casa in circostanze ancora tutte da chiarire.
Un caso che, come evidenziato dallo stesso procuratore, continua a colpire per la sua “peculiarità e drammaticità”: una persona descritta da tutti come perbene, assassinata senza un perché apparente.









