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Home - Condannato per armi l’ex latitante Gesualdo “il vavoso”. Resta in carcere tra mafia e nuovi fronti giudiziari

Condannato per armi l’ex latitante Gesualdo “il vavoso”. Resta in carcere tra mafia e nuovi fronti giudiziari

Il gup riduce la pena con il rito abbreviato. Il 40enne foggiano, già condannato nel processo “Decimabis”, era stato arrestato dopo cinque anni di latitanza

Di Redazione
15 Aprile 2026
in Cronaca, Foggia
Leonardo Gesualdo

Leonardo Gesualdo

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Tre anni di reclusione e 6mila euro di multa per il possesso illegale di una pistola. È la condanna inflitta a Leonardo Gesualdo, 40 anni, foggiano detto “il vavoso”, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

L’arresto dopo cinque anni di latitanza

Gesualdo del clan Moretti-Pellegrino-Lanza era stato catturato il 7 ottobre 2025 in un appartamento al Salice, ponendo fine a una latitanza durata quasi cinque anni. Era infatti sfuggito al blitz “Decimabis” del 16 novembre 2020, operazione contro la mafia del pizzo che portò all’emissione di 44 misure cautelari.

Al momento dell’arresto, oltre al provvedimento di cattura, fu contestato anche il possesso illegale di una pistola Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa e sei proiettili nel caricatore, custodita in un marsupio accanto al letto.

La sentenza e le attenuanti

La pena è stata ridotta a tre anni grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche, equivalenti alla recidiva, e alla scelta del rito abbreviato che ha comportato lo sconto di un terzo. Una richiesta in linea con quella avanzata dal pubblico ministero.

Gesualdo ha assistito alla lettura della sentenza in videoconferenza dal carcere di Caltanissetta, dove è detenuto.

Il peso del processo “Decimabis”

Il 40enne resta comunque in carcere anche per la condanna a 12 anni inflitta nel maxi-processo “Decimabis”, attualmente al vaglio della Corte d’Appello di Bari. Secondo l’accusa, era affiliato alla Società foggiana con compiti legati alla gestione delle estorsioni, tra riscossione e consegna dei proventi.

Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia emergerebbe anche un ruolo più operativo, con uno “stipendio” mensile di 750 euro.

Tra passato e nuove indagini

Resta aperto anche un altro fronte: Gesualdo è indagato a piede libero per il tentato omicidio di Ivan Narciso detto “il mercenario”, ferito nel 2022, proprio quando era latitante. Gli inquirenti hanno disposto la comparazione del suo Dna con le tracce biologiche trovate sulla scena, ma l’esito non è ancora noto. Per il pentito Francavilla, ci sarebbe la mano di Gesualdo anche su altre vicende accadute a Foggia negli ultimi anni, ma al momento non ci sono riscontri.

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Tags: ArmicondannacronacaDdadecimabisFoggialeonardo gesualdomafiau vavos
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