Cambio al vertice per Leonardo, uno dei passaggi più rilevanti nella nuova tornata di nomine delle partecipate pubbliche. Dopo tre anni, Roberto Cingolani lascia la guida del gruppo dell’aerospazio, difesa e sicurezza. Al suo posto arriva Lorenzo Mariani, indicato dal Tesoro come nuovo amministratore delegato.
Una scelta che, più che segnare una rottura, punta alla continuità industriale in una fase strategica per il settore.
Un passaggio costruito nel tempo
Mariani non è un nome esterno né una sorpresa. Manager cresciuto all’interno del sistema Leonardo, era già stato indicato tra i possibili successori tre anni fa. La nomina a condirettore generale accanto a Cingolani aveva di fatto avviato un percorso di transizione che oggi si completa.
Con un ruolo di primo piano nella joint venture missilistica europea MBDA, Mariani porta in dote un profilo tecnico-industriale consolidato e una profonda conoscenza delle dinamiche del gruppo e dei mercati della difesa.
Difesa al centro dello scenario globale
Il cambio arriva in un contesto profondamente mutato. L’industria della difesa è tornata centrale nelle politiche industriali e nella competizione geopolitica internazionale.
Leonardo si presenta a questo passaggio con numeri solidi: nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi in crescita, un utile netto di 1,3 miliardi di euro e un portafoglio ordini superiore ai 46 miliardi.
Un percorso che porta la firma di Cingolani.
L’impronta di Cingolani e il legame con il Sud
Fisico e manager, già ministro nel governo Draghi, Cingolani ha spinto sull’innovazione tecnologica, sull’integrazione tra i diversi domini operativi e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
La sua esperienza è stata segnata anche da un forte legame con il Mezzogiorno. Cresciuto anche a Bari, dove insegnava il padre, ha mantenuto nel tempo rapporti con il territorio pugliese, dove Leonardo è presente con stabilimenti strategici a Foggia, Grottaglie e Brindisi.
Una presenza che rappresenta uno dei pilastri della filiera aerospaziale del Sud.
Un cambio nel segno del riallineamento
La scelta di puntare su un manager interno si inserisce anche in un quadro di rapporti non sempre lineari tra Cingolani e il governo su alcuni dossier strategici.
L’indicazione di Mariani appare quindi come un riallineamento, volto a garantire continuità operativa e maggiore sintonia con la nuova fase.
Il nuovo consiglio di amministrazione
A completare il riassetto, anche la nuova composizione del consiglio di amministrazione. Alla presidenza è indicato Francesco Macrì, mentre tra i consiglieri viene confermato il barese Trifone Altieri, al secondo mandato.
Altieri mantiene anche la presidenza di Fincantieri Infrastructure, rafforzando l’intreccio industriale tra i principali gruppi pubblici della difesa e della cantieristica.
Una nuova governance che punta a consolidare il ruolo di Leonardo in uno scenario internazionale sempre più competitivo.











