Un sistema articolato di frode nel settore dei carburanti agricoli è stato scoperto dalla guardia di finanza del comando provinciale di Lecce, che ha dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di quattro persone, tutte di origini salentine.
Le misure e i sequestri
Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce su richiesta della procura, prevede arresti domiciliari e misure interdittive. Contestualmente è stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un valore complessivo di circa 120mila euro.
Nel corso dell’operazione sono state inoltre notificate informazioni di garanzia ad altri soggetti coinvolti, mentre sono in corso perquisizioni personali e locali.
Tre sistemi di frode scoperti
Le indagini, condotte dai finanzieri della compagnia di Gallipoli e coordinate dalla procura di Lecce, anche attraverso attività tecniche di intercettazione, hanno consentito di ricostruire tre distinti meccanismi fraudolenti.
Il primo riguardava la creazione fittizia di imprese agricole e la predisposizione di documentazione falsa presentata agli uffici Uma, gli utenti motori agricoli. In questo modo gli indagati ottenevano libretti fiscali di controllo che consentivano l’assegnazione di grandi quantitativi di gasolio a tassazione agevolata.
Il carburante, invece di essere utilizzato per attività agricole o per il riscaldamento delle serre, veniva ceduto a terzi non autorizzati nelle province di Lecce e Brindisi, per impieghi soggetti a maggiore imposta, come autotrazione e riscaldamento civile.
Il distributore e i rifornimenti illeciti
Un secondo filone ha riguardato un deposito commerciale di prodotti petroliferi, attivo anche come distributore stradale, che riforniva centinaia di veicoli con gasolio destinato all’agricoltura.
Infine, sono state accertate responsabilità anche a carico di due imprenditori agricoli che mettevano a disposizione i propri libretti fiscali per consentire a un terzo soggetto di ottenere e utilizzare ingenti quantitativi di carburante agevolato per scopi illeciti.
I numeri dell’inchiesta
Complessivamente sono 23 le persone indagate, a vario titolo, dalle procure di Lecce e Brindisi per reati legati alla sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici e per falsità ideologica.
Le attività investigative hanno permesso di accertare la distrazione di oltre 500mila litri di carburante, di cui più di 300mila già consumati in frode, con un’evasione di accisa stimata in circa 156mila euro.
Il danno per lo Stato e il mercato
Le frodi nel settore delle accise, sottolineano le fiamme gialle, producono un duplice effetto: da un lato sottraggono risorse alle casse dello Stato, dall’altro alterano la concorrenza nel mercato, favorendo pratiche illecite e possibili infiltrazioni criminali.
Le indagini sono ancora nella fase preliminare e la responsabilità degli indagati sarà accertata solo con eventuale sentenza definitiva.











