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Home - Alluvione a Borgo Incoronata, il report del Comune: “Danni ingenti e rete fognaria inadeguata”

Alluvione a Borgo Incoronata, il report del Comune: “Danni ingenti e rete fognaria inadeguata”

La relazione dell’assessora Lucia Aprile fotografa l’emergenza: circa 200 famiglie in difficoltà e infrastrutture compromesse

Di Antonella Soccio
7 Aprile 2026
in Cronaca, Foggia
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È molto dettagliata la relazione del Comune di Foggia firmata dalla vicesindaca e assessora all’Ambiente, Lucia Aprile che documenta i danni rilevati nelle prime ore del 3 aprile 2026 a Borgo Incoronata dopo gli allagamenti della borgata sulla base dei sopralluoghi effettuati e del materiale fotografico acquisito dagli operatori sul campo.

I danni vengono distinti in due macro-categorie: danni alle infrastrutture pubbliche ossia viabilità, aree comuni, impianti tecnologici, verde urbano e sistema fognario, e danni ai beni immobili privati ossia vani interrati e cantine, piani terra, serramenti, impianti privati, beni mobili dei residenti.

I tecnici hanno rilevato che l’evento meteorologico ha avuto una intensità pluviometrica eccezionale rispetto alla media storica del periodo, con picchi che hanno superato la capacità di smaltimento della rete fognaria esistente. Quantità d’acqua eccezionale che ha portato ad una rapida saturazione del suolo con conseguente scorrimento superficiale diffuso su strade, cortili e spazi aperti delle borgate e un accumulo d’acqua e fango nei punti depressi, in particolare nei vani seminterrati e sotterranei degli edifici residenziali.

La situazione era già non ottimale e infatti nella relazione si ammette che “le strade interne alle borgate, già segnate da un preesistente stato di ammaloramento del manto bituminoso, hanno subito ulteriori deterioramenti significativi per effetto dell’azione erosiva delle acque”.

Le aree verdi all’indomani delle piogge e dell’esondazione del Cervaro presentano, secondo quanto si legge, “erosione del manto erboso e del terreno in prossimità delle vie di deflusso; accumulo di fango nei cortili interni con spessori compresi tra 5 e 20 cm, come documentato dalle immagini; danneggiamento di alberature, palme, siepi e arbusti ornamentali nelle pertinenze; compromissione delle aree di sosta veicolare e pedonale nei cortili condominiali e danneggiamento di pensiline e strutture di copertura negli spazi comuni con ristagno d’acqua”.

Una criticità urgente è rappresentata dalle cabine elettriche di distribuzione recanti segnaletica di pericolo (alta tensione, rischio elettrocuzione). L’acqua fangosa a diretto contatto con gli apparati elettrici ha configurato un rischio immediato per i residenti e gli operatori. Gli interventi di messa in sicurezza hanno richiesto l’interruzione della fornitura elettrica in alcune scale e la verifica tecnica degli impianti prima del ripristino. La situazione richiede collaudo e certificazione, secondo i tecnici comunali.

L’evento ha evidenziato l’inadeguatezza strutturale della rete di smaltimento delle acque meteoriche nelle borgate. La rete fognaria necessita di interventi, ci si è accorti dopo questo evento dell’assenza o dell’insufficienza di caditoie e griglie di raccolta acque nelle aree di maggiore accumulo, oltre che della mancanza di vasche di laminazione o di sistemi di ritenzione nelle aree periferiche più vulnerabili.

Non vanno meglio le cose sul fronte della raccolta dei rifiuti. Nella relazione si evidenzia la necessità di verifica e pulizia dell’intera rete di smaltimento nella fase post-emergenziale. Il sistema di raccolta dei rifiuti nelle borgate infatti, si legge, ha subito una parziale compromissione: i contenitori per la raccolta differenziata sono stati danneggiati o spostati dalla spinta dell’acqua; l’accumulo di rifiuti trascinati dal deflusso idrico nelle aree comuni ha causato un deposito di materiale di risulta (tavole, mattoni, materiale edilizio) nelle pertinenze condominiali.

La raccolta straordinaria a cura di Amiu Puglia nelle prime ore successive all’evento non è ancora terminata.

I danni agli immobili privati sono ingenti. I vani interrati rappresentano la categoria di bene privato più gravemente colpita dall’evento. Il materiale fotografico ha documenta scenari di allagamento totale con acqua e fango che ha invaso corridoi sotterranei, cantine ad uso privato e vani di pertinenza degli appartamenti. I danni strutturali rilevati includono: allagamento totale dei corridoi di accesso alle cantine con livelli idrici documentati superiori ai 50 cm; infiltrazione d’acqua attraverso le pareti e i solai di copertura dei vani seminterrati per insufficiente impermeabilizzazione; deposito di fango e sedimenti su tutte le superfici di calpestio, sulle pareti e sui beni ivi contenuti; rigonfiamento e distacco di intonaco lungo le pareti interne con esposizione della muratura; lesioni da saturazione idrica sulle strutture murarie dei vani interrati; deterioramento di porte metalliche e serramenti per corrosione accelerata da prolungato contatto con l’acqua fangosa.

Sono stimati in circa 120 i nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà privata che presentano danni strutturali tali da configurare una probabile situazione di inagibilità, totale o parziale, delle unità immobiliari. I danni riguardano principalmente vani interrati, cantine, piani terra e pertinenze con compromissione strutturale delle murature, degli impianti e dei serramenti. Per tali nuclei è in corso la predisposizione delle procedure di verifica di agibilità ai sensi dell’art. 25 del D.P.C.M. 5 maggio 2011 (schede AeDES) e delle disposizioni regionali vigenti.

Non è importante invece il danno ai mobili e agli arredi stimato intorno ai 30mila euro.

Sono 80 i nuclei familiari collocati in edifici di proprietà comunale – in prevalenza immobili di edilizia residenziale pubblica nelle borgate – che hanno subito danni significativi alle strutture comuni e alle unità abitative, con compromissione parziale dell’abitabilità. Il Comune di Foggia, in qualità di proprietario degli immobili, è tenuto ad attivare con urgenza le procedure di verifica tecnica, messa in sicurezza e ripristino delle condizioni di agibilità.

Anche qui i danni ai mobili sono stati stimati intorno ai 30.000 euro complessivi.

Secondo il Report Operativo del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) relativo al periodo 01-03 aprile 2026, gli interventi eseguiti hanno interessato direttamente 36 appartamenti e 36 famiglie residenti al primo piano e al piano terra dei rispettivi edifici, i quali sono stati evacuati e alloggiati presso altre abitazioni di fortuna. Per alcuni interventi di supporto alla popolazione si è reso necessario richiedere l’intervento della Croce Rossa Italiana. I 36 nuclei evacuati sono un sottoinsieme della stima complessiva di circa 200 famiglie colpite.

Per la quantificazione puntuale dei danni ai beni privati, i residenti sono stati invitati a presentare apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (D.P.R. 445/2000), corredata da documentazione fotografica e da eventuali preventivi di ripristino, ai fini dell’accesso alle misure di ristoro previste dalla normativa in materia di calamità naturali. L’Amministrazione Comunale ha offerto il proprio supporto nelle procedure. La stima delle soluzioni abitative temporanee costituisce voce autonoma rispetto ai danni al mobilio e sarà quantificata a esito delle verifiche di agibilità.

Intanto la raccolta fondi popolare avviata online da una residente di Borgo Incoronata ha già raggiunto 11mila euro donati al conto corrente dedicato aperto in parrocchia.

L’assessora Aprile si è data delle priorità. Entro un mese saranno messe a punto la pulizia e la sanificazione dei corridoi, delle cantine e dei vani tecnici sgomberate dal fango e la ricognizione formale dei danni alle infrastrutture per predisposizione di interventi manutentivi programmati.

Nei prossimi mesi dovranno essere invece programmati degli interventi mirati di impermeabilizzazione e consolidamento nei vani interrati più vulnerabili.

Vanno fatti una verifica e un adeguamento strutturale della rete fognaria e pluviale nelle borgate a maggiore rischio insieme a delle valutazioni dei sistemi di laminazione, drenaggio e invasi di prima pioggia nelle aree depresse.

È stato già avviato un coordinamento con Regione Puglia e strutture di Protezione Civile per l’accesso a fondi straordinari.

Chiare le conclusioni di Aprile. “I dati del Report Operativo C.O.C. confermano la portata dell’emergenza: 250/300 chiamate di soccorso gestite, circa 10 associazioni di volontariato mobilitate, 36 nuclei familiari evacuati, con epicentro nelle borgate di Borgo Incoronata e intervento della Croce Rossa Italiana per il supporto sociale. Complessivamente si stimano circa 200 nuclei familiari in condizione di difficoltà abitativa grave, con danni al mobilio quantificati in circa 60.000 euro e la necessità di soluzioni abitative temporanee ancora da definire. I danni documentati, tanto alle infrastrutture pubbliche quanto ai beni immobili e mobili dei residenti, attestano la necessità di una risposta che vada oltre la gestione dell’emergenza contingente. La resilienza del territorio richiede investimenti strutturali programmati, in grado di ridurre in modo duraturo l’esposizione delle borgate agli effetti dei cambiamenti climatici. L’Assessorato all’Ambiente del Comune di Foggia, in raccordo con il C.O.C., con le strutture tecniche comunali, con Amiu Puglia e con gli enti sovraordinati competenti, si fa promotore delle azioni necessarie al ripristino delle condizioni di sicurezza, alla tutela dei diritti dei residenti colpiti e alla pianificazione degli interventi strutturali di lungo periodo”.

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Tags: alluvioneBorgo IncoronatadanniEmergenzaFoggiaLucia AprileProtezione civilerete fognaria
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