Un appello per sbloccare una situazione che si trascina da tempo e restituire alla città due strutture fondamentali per il welfare. A lanciarlo è l’associazione Costituzione Cattolica, che accende i riflettori sul cosiddetto “cantiere infinito” di via Ignazio D’Addedda a Foggia.
Due opere ancora ferme
Al centro della segnalazione ci sono il Centro Aperto Polivalente per Minori e la Casa Rifugio per Donne Vittime di Violenza, opere ritenute strategiche per il territorio ma non ancora pienamente operative.
Strutture nate per rispondere a bisogni concreti di protezione e inclusione sociale, che però attendono ancora di essere completate e restituite alla comunità.
“Un’opportunità per la città”
A intervenire è Alessandro Mancini, presidente dell’associazione, che invita a guardare oltre lo stallo dei lavori: “Guardiamo a via D’Addedda non come a un cantiere fermo, ma come a una grande opportunità di rinascita per Foggia”.
Secondo l’associazione, l’apertura delle due strutture rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione verso le fasce più fragili, in particolare minori e donne vittime di violenza.
Richiesta di tempi certi
L’invito rivolto all’amministrazione comunale è quello di superare gli ostacoli tecnici e burocratici che hanno rallentato le fasi finali dei lavori e fornire indicazioni chiare sui tempi di completamento.
“Chiediamo solo un piccolo sforzo comunicativo e operativo per dare certezze sui tempi di apertura”, sottolinea Mancini, ribadendo la disponibilità dell’associazione a collaborare e a sostenere il percorso.
Un nodo ancora aperto per il welfare cittadino
La vicenda del cantiere di via D’Addedda resta così uno dei nodi aperti per il sistema dei servizi sociali cittadini, in attesa di una svolta che possa trasformare edifici incompiuti in luoghi di accoglienza, ascolto e sostegno.












