Torna al centro del dibattito pubblico il tema dell’inclusione e della partecipazione delle persone con disabilità. L’associazione S.O.L.I.D.E.A. ha depositato il 27 marzo presso il Comune di Foggia una richiesta formale per l’istituzione della Consulta comunale sulle disabilità e sulla mobilità, organismo previsto dallo Statuto.
Un’iniziativa che riapre un confronto rimasto in sospeso per oltre un decennio: la stessa proposta era stata avanzata undici anni fa, senza trovare attuazione.
Una proposta per colmare un vuoto
L’obiettivo è chiaro: creare uno strumento stabile di rappresentanza e partecipazione, capace di affiancare l’amministrazione nelle scelte che riguardano inclusione, accessibilità, mobilità e servizi essenziali.
La Consulta, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe essere “uno strumento concreto, aperto e partecipato”, in grado di favorire un confronto strutturato e continuo tra istituzioni e società civile.
“La partecipazione non è accessoria”
Alla base della proposta c’è un principio preciso: “La partecipazione delle persone con disabilità non può essere considerata un elemento accessorio, ma un principio cardine di una governance moderna”.
Per questo motivo, l’associazione invita il Comune ad avviare un confronto istituzionale con tutte le realtà coinvolte, per definire un regolamento condiviso che stabilisca funzioni, competenze e modalità operative della Consulta.
Un sostegno ampio e trasversale
L’iniziativa ha già raccolto un’adesione significativa da parte di sindacati e associazioni del territorio. Tra questi CGIL, Cisl e Uil pari opportunità, insieme a numerose realtà impegnate nel campo della disabilità e del sociale.
Un fronte ampio che riconosce nella Consulta “un presidio essenziale per dare voce alle persone con disabilità e alle loro famiglie”.
Non solo consultazione, ma co-progettazione
I promotori sottolineano come la Consulta non debba essere un semplice organo consultivo, ma un luogo di co-progettazione capace di incidere concretamente sulle politiche pubbliche e di monitorarne l’attuazione.
La richiesta arriva in un momento cruciale per la città, chiamata a ridefinire le proprie priorità sociali e a colmare ritardi accumulati nel tempo.










