Un disavanzo da 369 milioni di euro nella sanità pugliese accende il confronto politico. A intervenire è Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, che a margine del primo “Forum della cucina italiana”, promosso da Bruno Vespa, ha espresso preoccupazione per la situazione finanziaria della Regione, chiedendo risposte immediate e concrete.
“Meno social e più risultati”
Gemmato ha puntato il dito sulla gestione delle risorse, sottolineando le aspettative dei cittadini pugliesi: “I cittadini pugliesi aspettano dei risultati, forse aspettano meno post, meno reel, meno social, più fatti. Noi aspettiamo i fatti”.
Un messaggio diretto, che richiama la necessità di interventi tangibili di fronte a un buco di centinaia di milioni di euro. Il sottosegretario ha poi ribadito l’auspicio che la soluzione non passi attraverso misure penalizzanti per i cittadini: “Ci auguriamo che non vengano chiusi ospedali e né alzate le tasse per i pugliesi perché sarebbe aggiungere al danno la beffa”.
Le accuse sulla gestione del sistema sanitario
Nel suo intervento, Gemmato ha ricondotto l’origine del disavanzo a scelte politiche maturate nel corso degli ultimi vent’anni. “Sono vent’anni che governano, le sanità service non le ha create certamente il centrodestra”, ha affermato, criticando in particolare la gestione del personale.
Secondo il sottosegretario, il problema deriverebbe da un eccesso di assunzioni in ambito amministrativo, a discapito del personale sanitario: “Quel buco probabilmente si è determinato dal fatto che invece di assumere medici, infermieri, personale sanitario, sono stati assunti amministratori”.
Il nodo delle assunzioni e il consenso politico
Gemmato ha inoltre collegato le scelte organizzative a logiche di consenso politico: “Persone che magari servivano ad alimentare il mostro del consenso, che ha funzionato perché questi signori sono stati rieletti col consenso dei pugliesi”.
Parole che aprono un fronte polemico sulla gestione delle Asl e sull’equilibrio tra esigenze sanitarie e dinamiche politiche.
Una questione aperta
Il disavanzo sanitario resta ora al centro del dibattito, con la necessità di individuare soluzioni che non ricadano sui servizi ai cittadini. La partita si gioca tra equilibrio dei conti, qualità dell’assistenza e scelte politiche che, come evidenziato dal sottosegretario, potrebbero avere avuto un impatto significativo sulla situazione attuale.












