Dopo anni di attese, i lavoratori del verde di Foggia che furono stabilizzati ai tempi della sindacatura di Gianni Mongelli restano ancora con un part time a meno di 1000 euro al mese e con una città enorme da curare in termini di zone verdi e strutture arboree.
Questa mattina tutti e 29 i dipendenti, oggi in forza al CNS, hanno preso parte al Consiglio comunale nel pubblico, dopo una prima protesta in Corso Garibaldi.
La posizione della CGIL è chiara, come spiega Angela Milani. “Nel nuovo bando per l’appalto pubblico del verde sono state aggiunte delle risorse, ma nulla è stato immaginato per aumentare le ore dei lavoratori”.
Sono 4 le ore al giorno lavorate da ogni dipendente. Con un costo totale di circa 18mila euro al mese per la ditta. Di nuovo nel bando da poco emanato c’è l’adesione al salario minimo da parte del Comune di Foggia. Ogni ora lavorata non potrà essere pagata meno di 9 euro netti.
Secondo la sindacalista però aver inserito ben 9 nuove aree verdi nella manutenzione del verde nel capitolato, senza però includere un incremento di unità lavorative e senza un monte ore maggiorato, non farà che rendere il servizio ancora più inefficiente.
2,1 milioni più Iva all’anno, è tale oggi il costo per il verde. “Non avendo più i limiti del Salva Enti, il servizio del verde potrebbe essere internalizzato affinché Foggia torni una città Giardino come era negli anni Novanta”, la proposta di Giuseppe Mainiero.









