Nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 dell’Università degli Studi di Foggia, arriva il messaggio del presidente di Confindustria Foggia e vicepresidente di Confindustria Puglia Potito Salatto, che richiama il ruolo strategico dell’ateneo nello sviluppo del territorio.
“Saluto e ringrazio con profondo onore tutta la comunità universitaria e studentesca per la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della nostra Università di Foggia”, esordisce Salatto, sottolineando come l’appuntamento rappresenti “non solo un evento, ma un’occasione pubblica condivisa per definire priorità, strategie e ruolo dell’università nel luogo in cui opera”.
Il valore della “visione”
Al centro dell’intervento il tema scelto dal rettore Lorenzo Lo Muzio, quello della “visione”. Un concetto che, secondo Salatto, deve guidare tanto il mondo accademico quanto quello produttivo.
“Lo sviluppo della conoscenza crea trasformazione e sviluppo del territorio e un forte impatto sulle imprese e sull’economia locale”, afferma, evidenziando il legame diretto tra università e sistema economico. “La ‘vision’ aziendale è uno dei punti cardine di ogni progetto imprenditoriale o startup. Dobbiamo proiettarci verso il futuro”.
Innovazione e collaborazione con le imprese
Il presidente di Confindustria Foggia ribadisce il percorso già avviato con l’ateneo: “Come Confindustria insieme all’Università degli Studi di Foggia stiamo lavorando per creare un ecosistema di innovazione su infrastrutture ed energia e per favorire una occupazione sempre più qualificata”.
Un lavoro che punta sul trasferimento tecnologico tra università e imprese e sulla costruzione di percorsi formativi sempre più aderenti alle esigenze del mercato del lavoro.
Formazione e nuove competenze
Tra gli obiettivi indicati, la progettazione congiunta di nuovi percorsi accademici nell’ambito della Terza Missione dell’ateneo. “Nel prossimo futuro lavoreremo insieme per corsi di laurea e master più aderenti al mercato del lavoro sui temi dell’Intelligenza Artificiale, della transizione energetica e della cybersecurity”.
Non solo formazione universitaria, ma anche crescita delle competenze interne alle aziende: “Vogliamo accrescere la formazione dei quadri dirigenziali con stage e tirocini in azienda, programmi di apprendistato di alta formazione, dottorati industriali e percorsi di placement più efficaci”.
L’obiettivo: trattenere i giovani
Il nodo centrale resta quello dell’occupazione e della fuga dei giovani dal territorio. “Tanto va messo a punto per ridurre i tempi della occupabilità dei nostri giovani e per indurli a restare nel nostro territorio”, sottolinea Salatto.
Da qui l’invito a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, università e imprese: “Abbiamo il dovere di percorrere nuove traiettorie di collaborazione e visione”.
L’intervento si chiude con un augurio rivolto alla comunità accademica: “Buon nuovo anno accademico a tutti e tutte”.











