L’appalto per la gestione del verde urbano a Foggia finisce nel mirino di Confapi, che chiede una revisione della procedura evidenziando criticità tecniche, economiche e organizzative. Secondo l’associazione delle piccole e medie imprese, il bando rischia di trasformarsi in un’occasione mancata, con ricadute sulla qualità del servizio e sulle condizioni di lavoro.
La critica: “Frammentazione che penalizza il sistema”
Tra i punti più contestati c’è la scelta di suddividere il servizio in quattro lotti distinti. Una soluzione che, secondo Confapi, anziché favorire la concorrenza rischia di compromettere una gestione unitaria del verde urbano.
La presenza di più operatori potrebbe infatti generare interventi disomogenei, difficoltà di coordinamento e problemi nelle aree di confine tra i lotti, con effetti sulla qualità complessiva del servizio.
Più costi e meno efficienza
Dal punto di vista economico, l’associazione sottolinea come la frammentazione comporti la perdita di economie di scala. La duplicazione di mezzi e strutture operative potrebbe tradursi in un aumento dei costi, senza reali benefici in termini di efficienza.
A questo si aggiunge il nodo delle risorse, che – secondo Confapi – rischiano di essere inferiori rispetto al passato, anche a causa della scelta del massimo ribasso come criterio di aggiudicazione.
Il rischio per imprese e lavoratori
Il sistema previsto dal bando, che limita ogni operatore all’aggiudicazione di un solo lotto, potrebbe favorire ribassi eccessivi in fase di gara, comprimendo ulteriormente i margini economici.
Una situazione che renderebbe difficile garantire stabilità occupazionale e valorizzazione delle competenze. Anche la previsione di un salario minimo, pur positiva, potrebbe portare a un appiattimento delle retribuzioni, penalizzando le professionalità più qualificate.
Impatto sui cittadini
Confapi evidenzia anche possibili ricadute sulla percezione del servizio da parte dei cittadini. Differenze nella manutenzione tra le diverse zone della città potrebbero aumentare il senso di disuguaglianza e generare un incremento di segnalazioni e reclami.
La proposta: sospendere e rivedere la gara
Da qui la richiesta avanzata dalla presidente Paola Parisi, che invita l’amministrazione a sospendere la procedura in autotutela.
“Serve un confronto serio tra tutte le parti interessate – sottolinea – per rivedere l’impianto del bando e costruire un sistema più efficiente e sostenibile”.
Un appello che riapre il dibattito su uno dei servizi più visibili e sensibili per la città, tra esigenze di bilancio, qualità degli interventi e tutela del lavoro.










