Si è aperto con la discussione delle parti il processo d’Appello bis a Bari per la morte di Donato Monopoli, il 26enne di Cerignola deceduto dopo mesi di agonia in seguito al pestaggio avvenuto nel 2018 in una discoteca di Foggia. Al termine dell’udienza, la Corte ha disposto il rinvio al 13 luglio per le repliche.
Una nuova tappa di un percorso giudiziario lungo e complesso, che arriva dopo la decisione della Corte di Cassazione di annullare con rinvio la precedente sentenza di secondo grado.
“Ogni udienza è una ferita che si riapre”
A pochi giorni dall’avvio del nuovo processo, il padre Giuseppe Monopoli aveva affidato a una lettera aperta tutta la sofferenza della famiglia.
“Siamo arrivati a un nuovo, sofferto bivio”, aveva scritto, spiegando come dietro i passaggi tecnici si nasconda un dolore che si rinnova ad ogni udienza. “Per noi ogni nuova udienza è una ferita che si riapre”.
Parole che raccontano un’attesa che dura ormai da quasi otto anni dall’aggressione e quasi sette dalla morte del giovane.
Le condanne e il nuovo giudizio
Nel processo d’Appello, celebrato a Bari nel maggio 2024, gli imputati Francesco Stallone e Michele Verderosa erano stati condannati rispettivamente a 10 e 7 anni, con la derubricazione del reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale.
In primo grado, nel 2022, le pene erano state più severe: 15 anni e 6 mesi per Stallone e 11 anni e 4 mesi per Verderosa.
Ora, con l’Appello bis, si torna nuovamente a discutere la vicenda in aula.
Una vicenda che interroga la giustizia
Nella sua lettera, il padre aveva allargato lo sguardo oltre il caso personale: “Un Paese in cui si può morire a 26 anni e dopo quasi otto anni non si ha ancora una parola definitiva sulla colpevolezza è un Paese che deve interrogarsi sul senso della propria giustizia”.
Un passaggio che evidenzia il peso di una vicenda che ha avuto anche eco nazionale, con un recente servizio del Tg1 dedicato alla storia di Donato.
Attesa per le repliche
Dopo la discussione delle parti, il processo entrerà ora nella fase delle repliche, fissate per il prossimo 13 luglio.
“Non sappiamo quanto sarà ancora lungo questo cammino, ma lo percorreremo fino all’ultimo centimetro. Lo dobbiamo a Donato”, aveva scritto il padre.
Una richiesta che resta la stessa, a distanza di anni: una verità definitiva su quanto accaduto.











