È una banda altamente organizzata, composta da cerignolani, foggiani, un sanseverese e cittadini albanesi, quella fermata nei giorni scorsi dalla polizia nelle campagne di Vignola, nel Modenese, mentre si preparava ad assaltare un furgone portavalori lungo l’autostrada A1.
Quattordici le persone arrestate nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Procura di Chieti e condotta dal Servizio centrale operativo con il supporto dei reparti speciali e delle squadre mobili di diverse città. Tra loro figurano i foggiani Luigi Perdonò, 64 anni, e il fratello Antonio Perdonò, 54, Andrea Baratto, 46; i cerignolani Rocco Prudente, 53, Paolo Schiavulli, 29, Giuseppe Bruno, 27, Matteo Cannone, 29, Antonio Sciusco, 23, Antonio Casamassima; il sanseverese Carmine Delli Calici, 43; il campano Carmine Di Benedetto, 60, residente nel Modenese; l’albanese residente a Cerignola Emiliano Smakai, 24; e i connazionali Alban Zenel, 33, e Jurgen Xhixha, 33.
Il piano per il colpo sull’A1
Secondo gli investigatori, il gruppo stava pianificando nei dettagli l’assalto a un blindato di una società di trasporto valori in partenza da Bologna e diretto a Paderno Dugnano, nel Milanese. Il colpo sarebbe dovuto avvenire lungo l’Autostrada del Sole, con modalità ormai tipiche delle bande specializzate del basso Tavoliere.
Nel casolare utilizzato come base operativa sono stati sequestrati quattro Kalashnikov AK-47, taniche di benzina, un jammer per bloccare le comunicazioni, un autoarticolato per il trasporto dell’attrezzatura e quattro auto di grossa cilindrata. Rinvenuti anche tre secchi di chiodi a tre punte, destinati a bloccare il traffico durante l’assalto.
Le immagini esclusive del blitz
L’operazione, che ha visto anche l’impiego dei Nocs e di un elicottero, è stata documentata dalle telecamere e le immagini esclusive sono state trasmesse dal Tg1, mostrando le fasi dell’irruzione nel casolare e il sequestro dell’arsenale.
Un intervento ad alto impatto che ha consentito di sventare un colpo che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime.
Volti noti e precedenti pesanti
Tra gli arrestati figurano nomi già noti alle cronache giudiziarie. In particolare Luigi Perdonò, detto “Gigino spezzacatene”, e il fratello Antonio, già coinvolti in inchieste su assalti a portavalori nei primi anni Duemila.
Un passato criminale rilevante anche per Carmine Delli Calici, ritenuto vicino alla criminalità organizzata sanseverese e già condannato per reati di mafia, estorsione e armi.
Lo stupore per il coinvolgimento del modenese
Tra i 14 arrestati compare anche Carmine Di Benedetto, taglialegna residente in provincia di Modena, unico del posto nel gruppo composto prevalentemente da uomini del Foggiano e cittadini albanesi.
Proprio il suo coinvolgimento ha suscitato sorpresa tra i residenti della zona. Intervistato dal tg1, un abitante del luogo si è detto incredulo: un volto conosciuto nella comunità, apparentemente lontano da contesti criminali, finito invece al centro di un’indagine su una banda armata pronta a colpire.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti con altri episodi analoghi e ricostruire l’intera rete criminale.









