• Contatti
sabato 18 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - San Severo, omicidio al ghetto. Il killer: “Aveva offeso il mio Dio”. Gip: “Toure una bomba pronta a esplodere”

San Severo, omicidio al ghetto. Il killer: “Aveva offeso il mio Dio”. Gip: “Toure una bomba pronta a esplodere”

La frase choc dell’indagato: “Lui offeso mio Dio”. Esclusa la legittima difesa, il 33enne resta in carcere dopo il delitto a martellate del 20enne gambiano, Mamina Nyassi

Di Redazione
19 Marzo 2026
in Cronaca, San Severo e Alto Tavoliere
Mamina Nyasi

Mamina Nyasi

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Resta in carcere Boubakar Toure, il 33enne senegalese accusato dell’omicidio di Mamina Nyassi, 20enne gambiano, ucciso il 13 marzo nel ghetto “L’Arena” di San Severo. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto, delineando un quadro pesante sulla personalità dell’indagato e sulla dinamica dei fatti.

Il delitto nel ghetto e la versione dell’indagato

Quando i poliziotti sono arrivati nel pomeriggio, Toure era seduto su un divano, ancora con in mano la mazzuola utilizzata per colpire la vittima. Il corpo del giovane, con accanto un coltello, giaceva in una stanza della struttura.

In un italiano incerto, l’uomo ha cercato di giustificarsi: “Io avere litigato con mio amico. Lui fatto male, lui offeso mio Dio e avere coltello. Per questo io colpire lui con martello per difendere me”.

Una versione che però non ha convinto gli investigatori e che, secondo il giudice, non può essere utilizzata perché non si tratta di dichiarazioni spontanee ma sollecitate dalla polizia.

Le accuse e la decisione del giudice

La procura contesta a Toure l’omicidio aggravato dall’uso di un mezzo insidioso, il martello di 22 centimetri sequestrato dopo il delitto. Il gip, tuttavia, ha escluso questa aggravante, così come quella della premeditazione, ritenendo che il litigio tra i due risalga a una settimana prima e non configuri una pianificazione dell’omicidio.

Il giudice ha anche escluso il pericolo di fuga e quello di inquinamento delle prove, ma ha confermato la custodia cautelare in carcere per il rischio di reiterazione del reato.

“Un uomo aggressivo e temuto”

Nell’ordinanza emerge un ritratto particolarmente duro dell’indagato, descritto come “un uomo arrabbiato, aggressivo, litigioso, temuto e isolato nella comunità”.

Parole forti, accompagnate da una valutazione altrettanto netta: chi è capace di “sfondare il cranio a un altro ospite a colpi di mazzuola” viene definito una “bomba pronta a esplodere” in caso di nuovi contrasti.

Il litigio e il clima nel ghetto

A ricostruire il contesto è anche la testimonianza di un altro migrante, che ha riferito di un litigio tra Toure e Nyassi avvenuto circa una settimana prima del delitto. I due condividevano la stessa stanza, ma erano stati separati proprio per le tensioni.

“Ma Mamina aveva paura di dormire insieme a Boubakar”, ha raccontato il testimone agli investigatori.

Non ci sono testimoni diretti dell’omicidio. Un altro migrante ha riferito di aver visto Toure uscire dalla stanza con i vestiti insanguinati e il martello in mano, chiedendo di chiamare un’ambulanza.

Esclusa la legittima difesa

La presenza di un coltello accanto al corpo della vittima aveva fatto ipotizzare una possibile legittima difesa, sostenuta anche dalla difesa dell’indagato. Tuttavia, per il giudice questa ipotesi è da escludere.

Decisivo il confronto tra la violenza delle martellate, che hanno sfondato il cranio della vittima, e l’assenza di segni di aggressione sul corpo di Toure. Secondo il gip, anche l’eventuale uso del coltello da parte di Nyassi sarebbe stato, al massimo, tentato.

L’omicidio rappresenta l’ottavo caso di questo tipo registrato dal 2016 nei ghetti della Capitanata, riaccendendo l’attenzione sulle condizioni di vita e sulla sicurezza all’interno di queste realtà.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: Boubakar TourecapitanataCarcerecronacaGhettoMamina NyassiMigrantiOmicidioSan SeveroViolenza
Articolo precedente

Fanoja Festival, Vieste riaccende la tradizione: due giorni tra cultura e identità nel Borgo Ottocentesco

Articolo successivo

Giannatempo inaugura il 13° supermercato a Foggia: “Puntiamo sul made in Puglia”

Articoli correlati

Incendio nel centro di stoccaggio rifiuti nel Foggiano, in fiamme quasi un ettaro: Arpa monitora la qualità dell’aria

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Carcere di Foggia, il SAPPE chiama la sindaca Episcopo: “Venga a verificare le condizioni igienico-sanitarie”

Alfredo Traiano

Alfredo Traiano dopo la condanna del gioielliere Roggero: “Chi ha paura non ragiona come un giudice”

Ultime Notizie

Antonio De Sabato
Foggia

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

Il consigliere di maggioranza respinge ogni ipotesi di "revisionismo politico" e rilancia la proposta di una Commissione Antimafia

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Laghi di Lesina e Varano, Assoturismo: “Il grande turismo del Gargano non è mai decollato, serve una svolta”

Sanità pugliese, gli Ordini degli Infermieri lanciano l’allarme: “Sbloccare subito le assunzioni per evitare il collasso dei servizi”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024