Un intervento netto e argomentato a sostegno del Sì al referendum sulla giustizia. Protagonista l’avvocato Guido De Rossi, noto penalista di San Severo del foro di Foggia, intervenuto il 16 marzo scorso all’Hotel Minerva di Arezzo durante un convegno dedicato alla riforma del sistema giudiziario.
Il convegno e l’intervento
L’iniziativa, che ha visto la partecipazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha rappresentato un momento di confronto sui contenuti della riforma in vista del voto del 22 e 23 marzo.
Dopo la relazione del ministro, De Rossi ha preso la parola con un intervento definito dai presenti intenso e ricco di spunti, approfondendo in chiave giuridica le ragioni del Sì.
La separazione delle carriere
Al centro dell’intervento il tema della separazione delle carriere tra giudice e pubblico ministero. Secondo De Rossi, si tratta di un principio già previsto dalla Costituzione, in particolare dall’articolo 111, che sancisce il contraddittorio tra le parti e la necessità di un giudice terzo e imparziale.
Una posizione che, ha sottolineato, smentirebbe le tesi del fronte del No, che parla di presunti profili di incostituzionalità della riforma.
Critiche al clima del dibattito
Nel suo intervento, il penalista ha inoltre criticato la politicizzazione di un tema che, a suo avviso, dovrebbe restare tecnico e giuridico.
Un richiamo anche ai toni del confronto pubblico, ritenuti eccessivi rispetto alla complessità della materia.
L’appello al voto
In conclusione, De Rossi ha auspicato una partecipazione ampia al voto, sottolineando l’importanza del referendum come momento di scelta consapevole sul futuro della giustizia italiana.











