Sono gli assessori assenti all’ultimo Consiglio comunale della riappacificazione e cioè Simona Mendolicchio, Lorenzo Frattarolo e Mimmo Di Molfetta gli amministratori che saranno sacrificati per la tenuta della coalizione foggiana?
Assolutamente no, se è vero che il M5S difende la sua assessora al Welfare, l’assessore allo Sport è riconosciuto da tutti, trasversalmente, come il migliore in campo e il riferimento di Ettore Rosato a Foggia gode dei buoni uffici romani.
Soltanto dopo l’approvazione del secondo step del bilancio la sindaca Maria Aida Episcopo riprenderà le consultazioni con i partiti del campo largo progressista per arrivare ad una sintesi che metta d’accordo un po’ tutti.
Serve del tempo per organizzare i vari “snodi” tecnostrutturali e di governo, come li ha chiamati.
C’è ancora chi come i socialisti di Mino Di Chiara suggerisce l’azzeramento di tutte le deleghe. Per poi riconfermare i cosiddetti “intoccabili”, vale a dire la truppa di assessori eletti, Davide Emanuele, Alice Amatore, Giulio de Santis e Lucia Aprile.
La prima cittadina, secondo qualcuno, vive il mini rimpasto come una “apocalisse“. Anche l’eventuale spacchettamento delle deleghe del super assessore di Antonio Decaro, l’ingegner Pino Galasso, inviso alla vecchia guardia del PD, sarebbe vissuto con drammaticità dalla sindaca.
Non credono di dover cedere proprio nessun assessore i maggiorenti di Azione, a differenza di chi sostiene che Patano e Frattarolo siano ormai di troppo in Giunta, per via di un gruppo che conta ormai il solo Paolo Frattulino.
L’ex consigliere regionale Sergio Clemente ricorda i tempi in cui Antonio De Sabato aveva fatto un patto federativo proprio con la forza calendiana. “Non possiamo assecondare le transumanze di questo o quello”, dice con ironia.
“Chiunque sia nominato oggi dovrebbe iniziare a conoscere la macchina amministrativa e non riuscirebbe a farlo prima della fine della sindacatura. Gli attuali assessori hanno invece ormai dimestichezza con gli apparati burocratici e cominciano a districarsi, sarebbe sbagliato sostuirli. Anche Galasso si sta muovendo più che bene”, osserva l’ex margheritino che è stato il propulsore della lista Azione Tempi Nuovi, che ha eletto Antonello Di Paola oggi leader dei civici di Decaro di Prossima in aula e Mino Di Chiara.
“Le nostre prime indicazioni per la sindaca due anni e mezzo fa furono Daniela Patano e la dottoressa Carmen Russo, prima dei non eletti. Se proprio si vuol cambiare qualcosa si può ripartire da quelle proposte”, aggiunge.
In realtà l’ostilità nei confronti di Azione nasce dalla volontà da parte di dem e pentastellati di ricalcare lo schema del campo largo regionale in vista delle elezioni nazionali. Carlo Calenda è fuori da questo perimetro a Roma. Ma è utile fotocopiare anche a livello locale la presunta coalizione nazionale?
“Se davvero cambierà la legge elettorale, così come indicato dal governo e dal Parlamento, non ci sarà nessun campo largo cui attenersi perché si ritornerà ad un proporzionale secco in cui ognuno farà la sua partita”, chiosa Clemente.











