“Cambiare per una magistratura più indipendente o non cambiare e mantenere l’esistente per preservare l’attuale assetto di potere che strumentalizza il ruolo della magistratura? Chi vota Si vota per un cambiamento, chi vota No voterà per mantenere lo status quo e avere al suo fianco una magistratura più politicizzata”.
È schietta e tranchant la visione di Luca Palamara, ex magistrato, ex presidente dell”ANM ed ex membro del CSM protagonista di uno degli scandali più lampanti della distorsione delle correnti della magistratura.
Ospite del partito centrista Noi Moderati di Luigi Morgante e Francesco Borgese, Palamara ha raccontato la sua verità ad un pubblico molto radicalizzato sulle ragioni del Si del prossimo referendum sulla Riforma della Giustizia del ministro Nordio.
Per i moderati seguaci di Maurizio Lupi la riforma serve a “portare al centro l’uomo senza che parte giudicante e parte inquirente giochino più nella stessa squadra e con la stessa maglietta”.
“Soltanto intervenendo sul Csm e sull’Alta Corte disciplinare, si può avere un cambiamento: oggi i magistrati si eleggono chi li deve giudicare”, ha osservato il penalista Mario Aiezza.
Palamara è stato netto sul sorteggio e sulla necessità della separazione delle carriere. “Penso sia necessario definitivamente superare una versione ipocrita che per troppi anni è stata propugnata, cioè il fatto che tutto si può risolvere solo ed esclusivamente con le persone. C’è un problema strutturale che è emerso, sicuramente a partire dalla mia vicenda ma che ha posto un tema di riflessione: è ancora attuale un sistema nel quale all’interno della magistratura per realizzare una nomina bisogna trovare degli accordi che inevitabilmente presuppongono incontri e situazioni che fanno prevalere l’appartenenza al merito? E che creano un meccanismo di condizionamento tra chi viene nominato al CSM e la corrente di appartenenza. Al di là delle persone il problema è strutturale. L’unico antidoto è il sorteggio che spezza quel meccanismo di appartenenza e rende più libero il giudizio dei consiglieri del CSM e rende più libera la possibilità di elevare il livello professionale quantitativo e qualitativo dell’intera magistratura”.
Secondo l’ex pm “i cittadini italiani hanno il dovere di informarsi. Il mio racconto non è mai stato contro la magistratura, ma è stato di chiarezza e trasparenza. All’esterno è stata raccontata una storia che non ha trovato rispondenza nelle carte processuali, il problema è venuto fuori da solo. Il tema della giustizia interessa. Oggi fa un po’ prurito raccontare questa storia, chi ha consolidato posizioni di potere giustamente non vuole abbandonarle”.









