Piazzale Vittorio Veneto è il primo sguardo che molti hanno su Foggia. È l’uscita della stazione ferroviaria, il punto in cui turisti, studenti, pendolari e lavoratori si formano in pochi secondi un’idea della città. Ed è proprio per questo che la situazione segnalata dal gruppo “Difendiamo il quartiere ferrovia” assume un significato ancora più grave.
Nel mirino finisce l’area dell’ex cineteatro Ariston, dove – secondo quanto denunciato dal gruppo – sotto i portici si sarebbe ormai creata una situazione di forte degrado igienico. “Il luogo è diventato un vero e proprio urinatoio a cielo aperto – spiegano – con pozze di urina che si formano quotidianamente e un odore insopportabile che rende l’area invivibile”.
Una condizione che, sottolineano, non riguarda un angolo nascosto della città ma uno dei suoi punti più visibili e simbolici: l’area immediatamente davanti alla stazione ferroviaria.
“Il biglietto da visita della città”
Secondo il gruppo civico, l’impatto negativo è evidente soprattutto per chi arriva a Foggia per la prima volta. “Immaginare un visitatore che esce dalla stazione e si trova davanti questo scenario è semplice – spiegano –. Più difficile è pensare che, dopo aver visto e sentito tutto questo, possa parlare bene della città o desiderare di tornarci”.
Il problema, evidenziano, non riguarda solo l’immagine del capoluogo ma anche la dignità urbana e il rispetto verso chi vive e lavora quotidianamente nella zona.
La richiesta al Comune
Secondo quanto riferito dal gruppo, l’immobile dell’ex Ariston sarebbe di proprietà di Ferrovie dello Stato, ma questo non escluderebbe la possibilità di un intervento da parte dell’amministrazione comunale.
Il sindaco, ricordano, può adottare ordinanze contingibili e urgenti in presenza di situazioni di emergenza igienico-sanitaria o di grave degrado urbano, anche per superare condizioni che compromettono decoro, vivibilità e sicurezza.
Per questo la richiesta è chiara: intervenire immediatamente, anche con soluzioni provvisorie.
“Meglio transenne che l’abbandono”
Tra le possibili misure indicate dal gruppo civico ci sono transenne, recinzioni temporanee o altre barriere provvisorie per impedire l’accesso all’area in attesa di un intervento definitivo.
“Meglio una soluzione temporanea, anche visivamente sgradevole – sottolineano – che continuare a tollerare uno spazio lasciato all’abbandono e all’uso indegno che oggi chiunque può constatare”.
“L’ex Ariston è un simbolo”
Per il gruppo “Difendiamo il quartiere ferrovia” la questione va oltre il semplice degrado urbano.
“L’ex Ariston non è un luogo qualunque – concludono –. È uno dei simboli della città e rappresenta il primo impatto per chi arriva a Foggia. Lasciarlo in queste condizioni significa accettare che il degrado diventi normalità. E questo non deve accadere”.











