In Puglia quasi un’azienda agricola su tre è guidata da una donna. Sono infatti oltre 22mila le imprese a conduzione femminile nel settore primario, pari al 28,6% delle attività economiche agricole regionali. Un dato che testimonia il ruolo sempre più centrale delle imprenditrici nello sviluppo dell’agroalimentare e delle attività rurali.
È quanto evidenzia Donne Impresa Coldiretti Puglia in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, che celebra il contributo delle imprenditrici allo sviluppo economico e sociale del territorio.
La crescita dell’imprenditoria femminile in agricoltura
Secondo Coldiretti Puglia, la presenza femminile è particolarmente significativa anche nel turismo rurale. Dei circa 960 agriturismi attivi in regione, ben 426 sono gestiti da donne. Un segnale della capacità delle imprenditrici di innovare il settore agricolo puntando su sostenibilità, multifunzionalità e accoglienza.
“Le donne stanno imprimendo una svolta concreta all’agroalimentare, portando nei territori una visione che unisce resilienza, innovazione e sostenibilità”, afferma Rita Tamborrino, leader di Donne Coldiretti Puglia. “Si tratta di una capacità di interpretare i cambiamenti del mercato e di coniugare crescita economica e benessere delle comunità”.
Multifunzionalità e innovazione nelle campagne
La presenza femminile si distingue soprattutto nelle attività connesse alla filiera corta, alla trasformazione dei prodotti agricoli e ai servizi legati al mondo rurale. Le imprese guidate da donne, sottolinea Coldiretti, sono spesso protagoniste di iniziative come fattorie didattiche, percorsi di agricoltura sociale, educazione ambientale nelle scuole, pet-therapy e orti didattici.
Un modello che integra produzione agricola, tutela del territorio e servizi sociali, contribuendo alla vitalità delle aree rurali e alla valorizzazione delle comunità locali.
Le sfide per il futuro del settore
Nonostante la crescita del numero di imprese, restano alcune difficoltà strutturali, a partire dall’accesso al credito e dalle competenze tecniche. Secondo Rita Tamborrino è necessario rafforzare le politiche di sostegno alle imprenditrici agricole.
“Questo dinamismo femminile va sostenuto con strumenti concreti che riducano la burocrazia e favoriscano investimenti in tecnologie verdi, digitalizzazione e servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia”, spiega. “Solo così la scelta professionale delle donne in agricoltura potrà tradursi in opportunità occupazionali e sociali reali”.
Un ruolo strategico per l’agroalimentare
Il contributo femminile assume un valore ancora più significativo nel contesto della transizione verso modelli agricoli sostenibili. Il 2026 è stato infatti proclamato dalle Nazioni Unite Anno internazionale della donna agricoltrice, proprio per valorizzare il ruolo delle imprenditrici nei sistemi agroalimentari.
Per Coldiretti Puglia la leadership femminile rappresenta una risorsa strategica per affrontare sfide globali come sicurezza alimentare, tutela della biodiversità, cambiamenti climatici e valorizzazione della cultura del cibo locale.












