È in corso presso il Tribunale di Foggia il processo a carico di un allenatore campano accusato di aver somministrato sostanze dopanti a un cavallo da corsa. I fatti risalgono al 2022 quando, durante una gara disputata all’Ippodromo dei Sauri, il cavallo Delfinuss risultò positivo al Flunixin, un antinfiammatorio vietato in competizione.
Il farmaco, utilizzato per ridurre dolore e infiammazione, può alterare le prestazioni dell’animale e consentire la partecipazione alla gara anche in presenza di problemi fisici che avrebbero richiesto riposo e cure. Per questo motivo è considerato sostanza dopante se rilevato durante le competizioni.
Nel procedimento si è costituita parte civile l’Horse Angels, associazione impegnata nella tutela dei cavalli nello sport e nell’ippica.
“La somministrazione di farmaci per far correre cavalli che dovrebbero invece essere fermati è una pratica che mette a rischio la salute degli animali e altera la regolarità delle competizioni,” ha dichiarato il legale dell’associazione per questo procedimento, l’avvocato Giuseppe Marino del Foro di Reggio Calabria.
Il processo entrerà nel vivo la prossima settimana, quando il tribunale procederà con l’escussione dei testimoni, tra cui i rappresentanti di Horse Angels e gli agenti della Polizia di Stato che hanno preso parte agli accertamenti e alle indagini sul caso.
Nel corso delle udienze verranno analizzati anche i risultati dei test antidoping e la documentazione relativa ai controlli effettuati al momento della gara. In caso di condanna, la parte civile chiederà un risarcimento simbolico per danno morale collettivo, ritenendo che il doping sugli animali rappresenti non solo un illecito sportivo ma anche una grave violazione del benessere dei cavalli.











