La crisi politica che attraversa il Comune di Foggia diventa oggetto di ironia e critica politica. A intervenire è Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale del movimento Cambia, che in una nota diffusa nelle ultime ore ha scelto una forma insolita per commentare la situazione: una breve filastrocca.
Nel testo, Angiola ironizza sugli equilibri interni alla maggioranza e sulle ipotesi di nuovi incarichi nella struttura amministrativa, facendo riferimento alla possibilità di nominare un capo di gabinetto esterno con funzioni di direttore generale.
La filastrocca contro la crisi
Attraverso versi ironici, il consigliere dipinge una scena in cui la crisi politica non verrebbe affrontata con cambiamenti nella squadra di governo, ma con l’aggiunta di nuovi incarichi.
“A Foggia gira una strana lezione: la crisi si cura… con più poltrone”, scrive Angiola nella filastrocca, proseguendo con un riferimento alla scelta di non rimuovere assessori e di ampliare invece la struttura amministrativa.
Nel testo viene evocata anche l’ipotesi di ulteriori figure nella macchina comunale, con il commento sarcastico secondo cui, se nessuno lascia il proprio posto, la soluzione diventa “allargare il salone”.
La critica politica
Al di là dell’ironia, Angiola sottolinea che la questione è per lui molto più seria. Secondo il consigliere, la crisi che coinvolge l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo non può essere risolta con la creazione di nuovi incarichi o con un ampliamento dell’organigramma.
“La città ha bisogno di scelte chiare, responsabilità politica e capacità di governo”, afferma nella nota.
Per Angiola, il rischio è quello di trasformare il Comune in un luogo dove si moltiplicano le posizioni per mantenere gli equilibri tra le forze politiche della maggioranza, mentre la città resta in attesa di risposte concrete.
La filastrocca
“A Foggia gira una strana lezione:
la crisi si cura… con più poltrone.
Questo assessore non si tocca, è deciso,
quell’altro pure resta lì, ben saldo e sorriso.
Su uno soltanto si può meditare,
ma piano, piano… senza disturbare.
E allora che fa la nostra amministrazione?
Non leva sedie: allarga il salone.
Un capo di gabinetto, esterno e brillante,
un direttore generale, nuovo di zecca e importante.
Domani chissà, con zelo e devozione,
arriverà pure il custode delle poltrone.
Perché a Foggia la logica è questa, evidente:
se nessuno si muove… si aggiunge altra gente.
E così la città resta lì ad aspettare,
mentre in Comune si continua… ad accomodare”.











