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Home - In tribunale i “grandi appalti” di Foggia: quasi 100 testimoni e nove imputati per i casi Amiu e loculi

In tribunale i “grandi appalti” di Foggia: quasi 100 testimoni e nove imputati per i casi Amiu e loculi

Accuse di turbativa d’asta, falso e induzione indebita per due gare pubbliche da centinaia di milioni. I giudici ammettono le prove e rinviano l’udienza al 23 aprile per la perizia sulle intercettazioni

Di Redazione
6 Marzo 2026
in Cronaca, Foggia
Antonicelli e Affatato

Antonicelli e Affatato

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È iniziato ieri il processo che vede imputate nove persone tra funzionari e dipendenti comunali, dirigenti dell’Amiu e imprenditori, accusati a vario titolo di turbativa d’asta, induzione indebita a dare o promettere utilità e falso in relazione a due appalti pubblici del Comune di Foggia: quello per la gestione del servizio rifiuti e quello per la costruzione e gestione dei loculi cimiteriali.

Nel dibattimento sono stati ammessi circa cento testimoni tra accusa, difesa e parti civili. Tra i nomi figurano gli ex commissari straordinari del Comune Marilisa Magno, Sebastiano Giangrande, Vincenzo Cardellicchio e Rachele Grandolfo, nominati dopo lo scioglimento dell’amministrazione comunale nell’agosto 2021 per infiltrazioni mafiose. Citati anche l’ex prefetto Maurizio Valiante e l’ex procuratore capo Ludovico Vaccaro, oggi procuratore generale a Lecce, oltre a dirigenti e dipendenti comunali, manager e amministratori Amiu, consulenti tecnici e docenti universitari.

Le decisioni dei giudici e il calendario del processo

Nel corso dell’udienza i giudici hanno rigettato la richiesta della difesa di escludere le parti civili dal processo. Sono state inoltre ammesse le prove e fissate le prossime tappe del dibattimento.

L’udienza è stata aggiornata al 23 aprile per il conferimento dell’incarico al perito fonico che dovrà trascrivere le intercettazioni. Successivamente, il 25 giugno, inizieranno le deposizioni dei primi testimoni dell’accusa.

Le accuse sull’appalto dei rifiuti affidato ad Amiu

Uno dei filoni dell’inchiesta riguarda l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti ad Amiu Puglia per nove anni, per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro.

Secondo l’accusa, l’allora dirigente pro tempore dell’area ambiente del Comune Concetta Zuccarino e il direttore generale di Amiu Antonello Antonicelli avrebbero turbato il procedimento di affidamento “con collusione e altri mezzi fraudolenti”, favorendo la società partecipata.

Per questo appalto sono imputati di turbativa d’asta e falso Zuccarino e Antonicelli, mentre rispondono di falso Saverio Pio Longo, dirigente del servizio ambiente e responsabile unico del procedimento, Giovanni Sorbo, istruttore contabile dell’ufficio ambiente, e Maria Rosaria Mangiatordi, referente del consorzio nazionale imballaggi Conai.

Sotto accusa la decisione della commissione straordinaria del Comune, che il 30 novembre 2022 optò per l’affidamento in house del servizio invece della gara pubblica. Il pm sostiene che gli imputati fossero consapevoli “dell’inadeguatezza del servizio di raccolta rifiuti svolto a Foggia dall’Amiu”.

Tra gli elementi contestati figurano la presunta mancata ripartizione degli utili tra i Comuni soci di Foggia e Bari, la quantificazione ritenuta eccessiva dei costi di gestione e la mancata valutazione di offerte più vantaggiose. In base agli atti dell’accusa, il servizio costerebbe ai cittadini foggiani 134 euro e 13 centesimi a testa, contro i 109 euro e 24 centesimi di San Severo.

La linea difensiva sull’affidamento del servizio

Le difese sosterranno invece che il servizio garantito da Amiu fosse affidabile e regolare. Nel corso del processo saranno presentati i dati sulla raccolta dei rifiuti e i bilanci della società per dimostrare la trasparenza dei costi e la correttezza della loro ripartizione.

Secondo i legali degli imputati, la scelta dell’affidamento in house fu una decisione di carattere politico-istituzionale. Per questo motivo tra i testimoni a discarico figurano proprio gli ex commissari straordinari che amministravano il Comune in quel periodo, alcuni dei quali sono indicati anche nella lista della parte civile rappresentata dal Wwf che ha già depositato una memoria.

Il secondo filone: la gara per i loculi cimiteriali

Il processo riguarda anche la gara per la costruzione e gestione dei loculi cimiteriali, affidata per undici anni a un pool di imprese estranee all’inchiesta.

In questo filone sono imputati Francesco Paolo Affatato, dirigente dell’area lavori pubblici del Comune nel 2023, Domenico Lomazzo, funzionario “sovraordinato” a palazzo di città, Francesca Paola Russo, funzionaria del servizio contratti e appalti, e Giuseppe Scommegna, titolare di un’azienda che commercia macchine per ufficio e telefonia.

Secondo il pm, Affatato avrebbe orientato il contenuto del bando di gara inserendo requisiti specifici per favorire l’aggiudicazione al gruppo di imprese vincitore, estraneo all’inchiesta, e si sarebbe adoperato affinché la procedura fosse completata prima dell’insediamento del nuovo consiglio comunale eletto nel 2023.

La ricostruzione della difesa e i testimoni citati

La difesa contesterà questa ricostruzione, sostenendo la piena regolarità della procedura di gara e l’assenza di qualsiasi interferenza di Affatato nell’iter amministrativo.

Tra i testimoni a discarico sono stati indicati ex commissari governativi, funzionari della prefettura e l’ex segretario generale del Comune, chiamati a ricostruire l’iter amministrativo seguito per l’appalto e a chiarire la rilevanza istituzionale dell’obiettivo di concludere la procedura.

Il legale della parte civile Ediltur, azienda che partecipò alla gara, intende invece citare l’ex prefetto Valiante e l’ex procuratore capo Vaccaro per riferire sulla conoscenza del bando relativo ai servizi cimiteriali.

Le parti civili nel processo

Nel procedimento si sono costituiti parti civili il Wwf, limitatamente al filone Amiu, e la società Ediltur per l’appalto cimiteriale. In entrambi i filoni è parte civile anche il Comune di Foggia, che detiene il 20 per cento delle quote di Amiu, mentre il restante 80 per cento appartiene al Comune di Bari.

Lo stesso Comune dauno è stato inoltre citato in giudizio da Wwf ed Ediltur come responsabile civile ai soli fini risarcitori.

Gli imputati, in attesa di giudizio, si dichiarano tutti innocenti.

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Tags: Amiu Pugliacimitero Foggiacomune di foggiaFoggiaprocesso appaltirifiuti foggiaTribunale Foggiaturbativa d’asta
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