La Regione Puglia avvia ufficialmente il percorso per il rinnovo dei vertici della sanità regionale. Con due deliberazioni pubblicate sul Bollettino ufficiale del 16 febbraio 2026, la Giunta ha approvato gli avvisi pubblici per la nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie locali, degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, oltre alla formazione dell’elenco degli idonei per la guida dell’Agenzia regionale per la salute ed il sociale.
Otto incarichi tra aziende sanitarie e istituti di ricerca
Il primo avviso riguarda le direzioni generali delle aziende sanitarie locali di Brindisi, Barletta-Andria-Trani, Foggia, Lecce e Taranto, dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia, dell’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e dell’Istituto “S. De Bellis” di Castellana Grotte.
La procedura si inserisce nel quadro normativo nazionale e regionale che disciplina la nomina dei direttori generali del Servizio sanitario. Le Regioni possono scegliere esclusivamente tra i professionisti iscritti nell’Elenco nazionale degli idonei, istituito presso il Ministero della Salute.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il Portale della Salute, dalle ore 10 del 17 febbraio 2026 alle ore 12 del 3 marzo 2026, per un totale di quindici giorni.
Possono candidarsi soltanto i professionisti iscritti nell’elenco nazionale vigente. È richiesto inoltre di non aver superato i 68 anni di età alla scadenza dell’avviso, di non trovarsi in pensione, di non essere incorsi in cause di inconferibilità e di non aver ricoperto per due mandati consecutivi l’incarico di direttore generale nella stessa azienda. I candidati che avevano partecipato alla precedente procedura del 2025 dovranno ripresentare la candidatura, poiché le precedenti domande si intendono superate dal nuovo avviso.
La valutazione sarà affidata a una commissione regionale di esperti che procederà all’esame dei titoli e al colloquio, proponendo una rosa di candidati tra cui la Giunta individuerà il nominativo ritenuto più coerente con le caratteristiche dell’incarico.
Elenco per il direttore generale dell’Agenzia regionale
Con un secondo provvedimento, la Regione ha approvato l’avviso per la formazione dell’elenco dei candidati idonei alla nomina di direttore generale dell’Agenzia regionale per la salute ed il sociale.
L’Agenzia è l’organismo tecnico-operativo che supporta la Regione nella definizione e gestione delle politiche sanitarie e sociali. L’elenco degli idonei sarà predisposto a seguito di selezione per titoli e colloquio, effettuata da una commissione di esperti nominata dalla Regione.
L’avviso resterà aperto per trenta giorni. Le domande potranno essere presentate online sul Portale della Salute dalle ore 10 del 17 febbraio 2026 fino alle ore 12 del 18 marzo 2026.
Per partecipare è richiesta la laurea magistrale o equivalente, un’esperienza dirigenziale di almeno cinque anni nel settore sanitario oppure di sette anni in altri ambiti con autonomia gestionale e responsabilità diretta su risorse umane, tecniche e finanziarie, oltre al mancato compimento dei 65 anni di età alla data di pubblicazione dell’avviso. Sono inoltre necessarie la cittadinanza italiana, il godimento dei diritti politici e l’assenza di cause di inconferibilità.
Il direttore generale dell’Agenzia sarà nominato con decreto del presidente della Regione, su proposta dell’assessore competente, attingendo obbligatoriamente dall’elenco degli idonei così formato.
Fase di transizione per garantire continuità
Nel provvedimento relativo alle aziende sanitarie è stata prevista anche la prosecuzione delle gestioni commissariali per garantire la continuità amministrativa fino alla nomina dei nuovi direttori generali.
Si apre dunque una fase decisiva per il governo della sanità pugliese, con due procedure parallele destinate a ridefinire la guida delle principali realtà sanitarie regionali e dell’agenzia strategica che supporta la programmazione, in un momento in cui organizzazione, equilibrio dei conti e qualità dei servizi restano centrali nel dibattito pubblico.












