Un “no” netto alla riforma costituzionale della Giustizia e un richiamo a rafforzare, non indebolire, la presenza dello Stato sul territorio. È la posizione espressa dal Movimento 5 Stelle di Foggia al termine di una riunione tenutasi nella sede del gruppo, alla presenza dei rappresentanti territoriali di Foggia e Cerignola, dedicata ai temi della sicurezza e della giustizia.
Secondo quanto emerso dal confronto, la provincia continua a fare i conti con criticità strutturali. In primo piano la carenza di organico nelle forze dell’ordine e il sovraccarico del Tribunale di Foggia, unico presidio giudiziario su un territorio che supera i 7mila chilometri quadrati.
“Ferite aperte dalla riforma del 2012”
Nel mirino del M5S anche la riforma della geografia giudiziaria del 2012, che ha comportato la chiusura di tribunali e sezioni distaccate, allontanando – secondo il movimento – lo Stato dai territori.
“Il nostro Paese ha bisogno di una giustizia più forte, più vicina ai cittadini, non di una giustizia indebolita da riforme sbagliate”, si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro.
Per il Movimento 5 Stelle, la riforma costituzionale sulla Giustizia rischierebbe di “indebolire ulteriormente l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, aprendo la strada a un controllo politico sulla giurisdizione”.
Le azioni rivendicate sul territorio
Il gruppo rivendica alcuni risultati ottenuti negli ultimi anni sul fronte della sicurezza: l’arrivo di 50 nuove unità di polizia in provincia di Foggia, la richiesta di elevazione a strutture dirigenziali dei commissariati di San Severo e Cerignola e lo stanziamento di 70 milioni di euro per la nuova Cittadella della Giustizia di Foggia, definita “presidio di legalità atteso da 40 anni”.
“Queste sono le azioni che servono per garantire sicurezza e giustizia, non le riforme che concentrano il potere e indeboliscono chi difende la legge”, afferma il M5S.
La posizione sul referendum
Il movimento annuncia infine il proprio orientamento in vista del referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia: “Al referendum voteremo convintamente NO. Perché la legalità non si tocca. Perché lo Stato deve restare più forte della criminalità. Sempre”.










