Proseguono senza sosta le indagini sull’assalto ai due portavalori avvenuto il 9 febbraio scorso sulla statale 613 Brindisi-Lecce. Nelle scorse ore i carabinieri hanno rinvenuto una seconda auto utilizzata dal commando durante la fuga: si tratta di una Jeep Compass trovata nei pressi del cimitero di San Pietro Vernotico, a circa dieci chilometri dal punto in cui i banditi avevano bloccato i mezzi blindati.
All’interno dei portavalori era custodita una cassaforte con 5,9 milioni di euro. L’inchiesta, inizialmente seguita dalle procure di Brindisi e Lecce, è ora unificata sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Il gip, nel convalidare gli arresti già eseguiti, ha riconosciuto la modalità mafiosa dell’azione.
Due arresti e accuse pesanti
Restano in carcere il 39enne Giuseppe Iannelli e il 61enne Giuseppe Russo, entrambi del Foggiano, ritenuti due componenti del commando. Le accuse contestate sono gravissime: tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra ed esplosivi, oltre a danneggiamento seguito da incendio e lesioni.
A supporto delle indagini sono stati impiegati anche i reparti speciali dell’Arma, tra cui i “Cacciatori di Puglia” e i “Falconieri d’Aspromonte”, affiancati dai comandi provinciali di Brindisi e Lecce. Nei giorni scorsi sono state effettuate perquisizioni in alcune cave di Manfredonia da dove proverrebbe l’esplosivo utilizzato per l’assalto.
Il racconto in tv: superstrada trasformata in teatro di guerra
Ieri sera la vicenda è stata al centro di un servizio andato in onda a “Le Iene” su Italia1 (QUI IL VIDEO), condotto da Veronica Gentili con Max Angioni. L’inviato Giulio Golia ha raccolto testimonianze esclusive dei protagonisti di quella giornata.
Tra le voci ascoltate, quella del carabiniere che durante l’inseguimento ha avuto una colluttazione con uno dei rapinatori, riportando la frattura di una costola, e quella di un militare in borghese che, trovandosi casualmente sul posto, ha inseguito i banditi con la propria auto. Nel servizio, firmato anche da Francesca Di Stefano, spazio al racconto della guardia giurata del blindato, che ha descritto i momenti drammatici tra esplosioni e colpi d’arma da fuoco, e alla testimonianza della studentessa alla quale i rapinatori avrebbero sottratto l’auto per fuggire.
Immagini inedite hanno mostrato le fasi più concitate dell’azione, con la superstrada pugliese trasformata in un vero e proprio scenario di guerra: un mezzo incendiato di traverso per bloccare la carreggiata, traffico paralizzato e conflitto a fuoco con i carabinieri.
L’allarme della Fisascat Cisl
Sull’episodio è intervenuta anche la Fisascat Cisl, che ha chiesto la ripresa urgente del tavolo al Ministero dell’Interno sulla sicurezza nel settore della vigilanza privata. Il sindacato parla di una scia di assalti sempre più violenti che dal 2024 a oggi hanno interessato diverse regioni italiane, con modalità ricorrenti: veicoli incendiati per bloccare le strade, utilizzo di armi da guerra, esplosivi, chiodi e fumogeni.
L’ultimo episodio, quello del 9 febbraio all’altezza di Tuturano, ha provocato il ferimento di militari dell’Arma e messo a rischio l’incolumità delle guardie giurate e degli automobilisti in transito.
Le indagini proseguono per individuare tutti i componenti della banda e ricostruire nel dettaglio la dinamica di un colpo che, per modalità e organizzazione, conferma un livello di pianificazione elevato e una pericolosità che ha scosso l’intero territorio salentino.










