“Il terribile caso della studentessa di Foggia, vittima di uno stalker che ha usato l’intelligenza artificiale per violarne la dignità, è l’ennesimo campanello d’allarme di un’emergenza culturale che la politica non può più ignorare. Quando la tecnologia diventa uno strumento di bullismo e misoginia, significa che alla base manca l’ABC del rispetto. E servono regole chiare per chi manipola l’AI”. Così Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente di AVS sulla vicenda della giovane foggiana, Arianna Petti, perseguitata da un ex amico stalker arrestato ieri dalla polizia.
“Davanti a questa violenza, il ddl Valditara appare del tutto insufficiente, se non controproducente. Prevedere il consenso informato obbligatorio dei genitori e vietare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell’infanzia e primarie è un errore gravissimo. Come ribadito da intere comunità di psicologi, l’educazione all’affettività non è un ‘optional’ ideologico, ma un pilastro del benessere psicofisico. Serve a costruire relazioni sane, a sviluppare l’intelligenza emotiva e a prevenire, sin da piccoli, quei comportamenti che poi degenerano in violenza di genere e cyberbullismo”, afferma.
“La scuola deve essere il luogo naturale – spiega l’ecologista – in cui si impara il valore del consenso e il limite dell’altro, agendo in sinergia con le famiglie, non venendo esautorata da veti che sanno di oscurantismo. In Parlamento, come Alleanza Verdi e Sinistra, continuiamo a dare battaglia per la nostra proposta di legge: introdurre l’educazione affettiva nei programmi scolastici in modo strutturale. Chiediamo ancora una volta alla destra di fermare questa crociata ideologica. Proteggere le ragazze e i ragazzi significa dare loro gli strumenti per abitare il mondo, digitale e fisico, con consapevolezza. La politica si assuma la responsabilità di questo cambiamento, prima che un altro ‘barlume di speranza’ si spenga nel silenzio dell’indifferenza istituzionale”, conclude Zabatta. (Ansa)










