“Noi sottoscritti, esercenti di imprese commerciali situate in via Dante a Foggia, in qualità di promotori dell’istituendo ‘Comitato Esercenti di via Dante’ vogliamo esprimere il nostro punto di vista sui recenti deplorevoli episodi che si sono verificati in questa importante arteria del centro cittadino e nelle aree limitrofe”. Inizia così una lettera aperta diffusa dagli esercenti della zona, cuore pulsante della movida foggiana spesso scenario di violenze, consumo di droga e altri episodi segnalati in passato e pubblicati anche da l’Immediato.
“Desideriamo innanzitutto chiarire che noi non siamo complici né tantomeno mandanti di questi comportamenti incivili, dei quali siamo – al contrario – le prime vittime. Non foss’altro che per questo, ci sentiamo dalla stessa parte della barricata dei residenti e degli altri cittadini danneggiati o spaventati. Riteniamo profondamente ingiusto far credere, con un totale ribaltamento della realtà, che questi atti siano causati da via Dante e dalla nostra presenza, quando sappiamo che originano da un crescente e diffuso malcostume sociale; addebitarli a noi è una cosa che lede la nostra onorabilità di soggetti economici vitali per la nostra città e offende quella delle nostre attività e dei nostri collaboratori”.
E ancora: “Siamo totalmente disponibili a fare la nostra parte e a partecipare a un tavolo di confronto – sia con i residenti che con le istituzioni – perché questi fenomeni vengano eradicati. Auspichiamo che, oltre ai necessari strumenti repressivi e preventivi, a cominciare dalla videosorveglianza, si ponga mano alla valorizzazione architettonica e urbanistica di un’area che è da sempre parte del ‘salotto buono’ della città. Crediamo che non aiuti l’esasperazione scandalistica di fenomeni che – per quanto notiziabili – sono circoscritti essenzialmente alle tarde serate dei venerdì e del sabato, a fronte di un miglioramento della sicurezza che l’apertura delle nostre attività garantisce per tutto il resto del tempo. L’allarmismo non fa fare passi in avanti, ma può farne fare molti all’indietro”.
Poi concludono: “Auspicando che tutti comprendano che noi siamo parte della soluzione e non del problema, vogliamo anche noi perseguire l’obiettivo comune di valorizzazione e decoro dei luoghi, rispettando tutti e chiedendo a tutti rispetto”.













