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Home - Assalto al portavalori sulla Brindisi–Lecce, uno degli arrestati è un ex militare dell’Esercito Italiano

Assalto al portavalori sulla Brindisi–Lecce, uno degli arrestati è un ex militare dell’Esercito Italiano

Il colpo fallisce sulla statale 613: fermato anche un ex paracadutista. Kalashnikov, esplosivo e auto rubate. Le accuse sono gravissime

Di Redazione
10 Febbraio 2026
in Cronaca, Foggia, Grande Salento
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Il copione è quello già visto negli assalti ai portavalori che negli ultimi anni hanno trasformato alcune arterie pugliesi in veri e propri teatri di guerra. Ma questa volta qualcosa è andato storto. Il commando ha sbagliato i tempi e due uomini sono finiti in manette dopo un inseguimento ad alta tensione nelle campagne salentine. Tra loro Giuseppe Iannelli, 39 anni, e Giuseppe Russo, 62 anni, ex militare.

L’assalto è avvenuto ieri lungo la statale 613 Brindisi–Lecce, già tristemente nota per il colpo da quattro milioni di euro messo a segno nel 2024. Obiettivo, questa volta, un portavalori della Battistolli che aveva appena caricato a Brindisi una cassaforte di grandi dimensioni, colma di denaro destinato alla Banca d’Italia di Lecce. Un bottino potenziale enorme, sufficiente a cambiare la vita di chiunque.

Il blitz armato e il piano saltato

Kalashnikov imbracciati, tute bianche, maschere integrali. Auto rubate e un furgone incendiato per bloccare la carreggiata. L’esplosivo piazzato sulla porta blindata del mezzo. Tutto secondo uno schema ormai collaudato. Il commando, composto da almeno sei persone, ma probabilmente una decina considerando il supporto logistico, ha agito all’altezza di Tuturano, paralizzando la superstrada.

Durante la fuga, la banda avrebbe rapinato una studentessa dell’auto per garantirsi un ulteriore mezzo e, nel corso dell’inseguimento, sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco contro una gazzella dei carabinieri. Solo per fortuna nessun militare è rimasto ferito.

L’inseguimento nelle campagne salentine

È qui che il piano si è incrinato. La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata. L’inseguimento si è protratto tra strade secondarie e campagne, fino a quando Giuseppe Iannelli e Giuseppe Russo sono stati bloccati e arrestati. Altri componenti del commando sono riusciti a far perdere le proprie tracce, ma le indagini sono in pieno sviluppo.

Indagini a tappeto e asse investigativo con Foggia

Già dalla mattinata di oggi è scattato un coordinamento investigativo tra Polizia di Stato e carabinieri, con il coinvolgimento dei militari di Foggia, territorio in cui risiederebbe la maggior parte delle persone coinvolte in questo tipo di assalti. Controlli e perquisizioni sono stati effettuati già ieri, mentre prosegue la caccia ai complici.

Le accuse e l’udienza di convalida

Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti dei due arrestati. Le accuse, contestate in concorso, sono pesantissime: tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra e armi comuni, detenzione di materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Nelle prossime ore Iannelli e Russo compariranno davanti al gip per l’udienza di convalida della misura. Intanto, gli investigatori continuano a ricostruire ruoli e responsabilità di un assalto che, ancora una volta, mostra il livello di organizzazione e violenza raggiunto dalle bande specializzate negli attacchi ai portavalori.

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Tags: armi da guerraassalto al portavaloriBrindisicarabiniericriminalità organizzatainseguimentoLecceRapinastatale 613
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