“Abbiamo pensato di cambiare per dare uno scossone”, così Gennaro Casillo, neo presidente del Foggia nel giorno della presentazione del nuovo allenatore Vincenzo Cangelosi, un ex rossonero come il suo vice Giovanni Bucaro. “Avevamo bisogno della loro esperienza. Zemanlandia è un libro da leggere, ma noi dobbiamo scrivere una nuova storia. Abbiamo tredici partite da affrontare. Vi dico anche che il tribunale ha dato parere positivo all’acquisizione del club che sarà ultimata nei prossimi giorni”. Una notizia rilevante per tutto l’ambiente, l’ok al passaggio della società da Canonico ai nuovi proprietari è ormai cosa fatta, va solo formalizzata. Oltre al figlio del compianto don Pasquale, compongono il vertice del club anche Antonio De Vitto e suo figlio Giuseppe, imprenditori di Candela.
Non cerca alibi né effetti speciali Cangelosi. Il tecnico prende in mano una squadra in difficoltà di classifica, ma invita a leggere il momento con lucidità e senza allarmismi. Il messaggio è chiaro: la situazione è complicata, ma tutt’altro che compromessa.
“All’arrivo non sono così preoccupato”, ha spiegato Cangelosi. “Non è la prima volta che subentro in corsa: mi è già successo a Caserta e a Perugia, in contesti difficili. Quando si arriva bisogna avere sempre un’idea positiva. Non c’è bisogno di alcun miracolo: dalla nostra posizione fino alle squadre con 26-27 punti sono tutte appaiate. Sta a noi esprimere il potenziale che abbiamo, che non è poco”.
Il Picerno e la gestione del momento
Il primo banco di prova sarà il turno infrasettimanale contro il Picerno, avversario che Cangelosi conosce bene e che non sottovaluta. “Con Bertotto hanno trovato equilibrio, è una squadra che cerca sempre di giocare. Servirà tanta applicazione, perché hanno giocatori interessanti che possono crearci problemi. Ma non è l’ultima spiaggia: dobbiamo affrontare una partita alla volta e poi vedere cosa succede”.
Un approccio prudente, che guarda più al percorso che all’ansia del risultato immediato.
Infermeria e scelte tecniche
Sul fronte degli indisponibili, il quadro resta sostanzialmente invariato rispetto alla gara di Caserta. “Gli indisponibili sono gli stessi, a cui si aggiunge Liguori. Brosco invece è disponibile e può darci un’ultima mano”.
Per quanto riguarda il sistema di gioco, il nuovo allenatore non vuole legarsi a schemi rigidi. “Non ho vincoli sul modulo. Ho allenato utilizzando diversi sistemi. Ho bisogno di un po’ di tempo per conoscere meglio i giocatori e capire cosa sia più adatto. Con la rosa al completo, comunque, possiamo sicuramente optare per il 4-3-3”.
Mercato e nuovi proprietari
Cangelosi ha toccato anche il tema del mercato degli svincolati, ma senza alimentare aspettative. “Al momento no. Credo che i nuovi proprietari abbiano già rinforzato abbastanza tutto ciò che c’era da sistemare”.
Un passaggio che si lega al nuovo corso societario, già avviato, e alla necessità di lavorare con il materiale umano a disposizione.
Il rapporto con i tifosi
Parole di apprezzamento anche per la tifoseria rossonera, chiamata a svolgere un ruolo fondamentale in questa fase delicata. “Dopo il passaggio di proprietà hanno risposto bene e dimostrato di essere sempre vicini alla squadra. A loro dico di continuare così, di non abbattersi. Per uscire da questa situazione l’unica ricetta è rimanere uniti. Mi aspetto un grande aiuto, ma so già che ci sarà”.
Il caso Liguori e il tema FVS
Sul recupero di Liguori, Cangelosi predica cautela. “Viviamo alla giornata. Non è un infortunio lungo, ma va valutato giorno per giorno. Lui si è messo a disposizione, ma non vogliamo rischiare ulteriori danni”.
Infine, un commento anche sull’introduzione del FVS e sulle difficoltà emerse in questa prima stagione. “I problemi erano prevedibili. Bisogna accettarli, sperando che nei prossimi anni ci siano correzioni e si evitino maxi recuperi inutili”.
Il nuovo allenatore del Foggia parte così, con realismo e misura. Senza promesse roboanti, ma con una parola chiave che torna più volte: fiducia.










