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Home - Bimbo di 9 mesi salvato dal botulismo: antitossina scortata da Taranto nella notte dalla polizia

Bimbo di 9 mesi salvato dal botulismo: antitossina scortata da Taranto nella notte dalla polizia

Il piccolo, trasferito d’urgenza da Cerignola all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, era arrivato già intubato per una grave insufficienza respiratoria

Di Redazione
4 Febbraio 2026
in Cerignola e 5 Reali Siti, Cronaca
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Paura nella notte tra l’11 e il 12 gennaio per un bambino di appena nove mesi, trasferito d’urgenza da Cerignola all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari in condizioni gravissime. Il piccolo era arrivato già intubato, con un quadro di grave insufficienza respiratoria che ha subito fatto scattare l’allarme tra i medici. La diagnosi sospetta, formulata dal team di Neurologia, ha indirizzato immediatamente verso un possibile caso di botulismo, una patologia rara ma estremamente pericolosa, soprattutto nei pazienti così piccoli.

Il sospetto botulismo e l’intervento tempestivo

La valutazione clinica ha permesso di attivare in poche ore la richiesta urgente dell’antitossina all’Istituto Superiore di Sanità. Un farmaco salvavita che, in questi casi, deve essere somministrato il prima possibile per contrastare gli effetti della tossina. Il medicinale è stato reperito dalla Farmacia della Marina Militare di Taranto e consegnato a Bari con il supporto della polizia, che ha garantito la scorta durante il trasferimento.

Somministrazione immediata prima della conferma ufficiale

L’antitossina è stata somministrata il 12 gennaio, senza attendere la conferma definitiva degli esami, proprio in considerazione della gravità delle condizioni del bambino e dell’importanza di intervenire precocemente nei casi sospetti. Solo successivamente è arrivata la conferma diagnostica ufficiale dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha validato il sospetto iniziale dei sanitari. Oggi il piccolo è fuori pericolo, grazie alla rapidità dell’intervento e alla sinergia tra ospedale, istituzioni sanitarie e forze dell’ordine.

Indagini epidemiologiche in corso

Parallelamente, la Control Room aziendale del Giovanni XXIII ha avviato le indagini epidemiologiche per individuare la possibile origine dell’evento e prevenire ulteriori rischi di diffusione, in raccordo con i servizi competenti. L’obiettivo è chiarire come il bambino possa essere entrato in contatto con la tossina e garantire la sicurezza sanitaria sul territorio.

Un caso raro ma ad alto rischio

Il botulismo, seppur poco frequente, rappresenta una delle emergenze più delicate in ambito pediatrico, perché può provocare rapidamente paralisi e insufficienza respiratoria. In questo caso, la tempestività della diagnosi e della somministrazione dell’antitossina si è rivelata decisiva.

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Tags: antitossinabambinoBaribotulismoCerignolaemergenza pediatricaIstituto Superiore di SanitàMarina MilitareOspedale Giovanni XXIIIpoliziaSanità
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