Un altro tentativo di far entrare droga e telefoni cellulari nel carcere di Foggia sarebbe stato sventato grazie all’utilizzo dei jammer anti-drone in dotazione alla polizia penitenziaria. L’episodio, trapelato solo nelle ultime ore, si sarebbe verificato nella notte tra venerdì e sabato, quando un drone avrebbe cercato di raggiungere l’area interna del penitenziario trasportando un pacco con materiale proibito.
Secondo quanto ricostruito, il volo sarebbe partito intorno alla mezzanotte, durante il cambio turno, un momento che i detenuti attenderebbero proprio perché ritenuto più favorevole a eventuali distrazioni nella sorveglianza. Ma questa volta il tentativo non sarebbe andato a buon fine.
Il drone avvistato sul muro di cinta
A individuare il drone sarebbe stata una poliziotta in servizio sul muro di cinta che, con prontezza e professionalità, avrebbe colpito il velivolo con la scarica del jammer, interferendo con le frequenze radio e costringendolo a perdere il controllo.
Subito dopo è scattata la ricerca: il drone sarebbe caduto sulle reti del campo sportivo, permettendo agli agenti e all’ispettore responsabile di recuperare il pacco trasportato. Il velivolo, invece, dopo un momentaneo “stordimento”, avrebbe ripreso a funzionare, consentendo ai responsabili all’esterno di recuperarlo prima dell’arrivo delle forze di sorveglianza.
Traffico illecito e prezzi moltiplicati in carcere
Il materiale proibito introdotto con questi sistemi, secondo quanto evidenziato, alimenterebbe un mercato interno particolarmente redditizio: telefoni e sostanze stupefacenti verrebbero rivenduti a cifre fino a dieci volte superiori rispetto ai prezzi esterni. In alcuni casi, inoltre, sarebbero utilizzati come merce di scambio per spingere detenuti tossicodipendenti o senza scrupoli a compiere azioni violente contro altri reclusi o contro il personale.
Il SAPPE: “Servono rinforzi e interventi urgenti”
Il SAPPE, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti in servizio nel carcere foggiano, sottolineando il coraggio e il senso di responsabilità con cui continuano a garantire livelli minimi di sicurezza, soprattutto nelle ore serali e notturne quando le unità disponibili sono ridotte.
Il sindacato torna però a sollecitare l’amministrazione penitenziaria affinché intervenga con urgenza per ridurre il sovraffollamento del penitenziario di Foggia, indicato come tra i più critici d’Italia, e per inviare un nucleo di almeno 50 agenti aggiuntivi.
Misure considerate non più rinviabili, perché la lotta al traffico illecito – dentro e fuori le mura – si fa sempre più serrata, come dimostrano i continui tentativi di consegna tramite droni.










