Non ha ancora chiuso la partita delle liste d’attesa che già guarda al prossimo obiettivo: il Cup unico regionale e una presa in carico più diretta dei pazienti oncologici. Donato Pentassuglia, assessore a cui il governatore Michele Decaro ha affidato la guida della sanità pugliese, sta lavorando su un doppio binario: recuperare le prestazioni arretrate e costruire un sistema più ordinato e integrato per le prenotazioni.
Come racconta Repubblica Bari, Pentassuglia ha annunciato che martedì prossimo è prevista una riunione proprio sul Cup unico, con l’intenzione di inserire tra le priorità la “prenotazione unica della gestione diretta del malato oncologico”, evitando che il paziente debba “fare i giri tra i Cup per trovare risposte”.
Urgenze e brevi arretrate: l’obiettivo è giugno
Il piano straordinario approvato dalla Regione si concentra sulle classi di priorità più critiche, le cosiddette Urgenze e Brevi. “Stiamo lavorando sulle U e sulle B arretrate e di iniziare a gestire entro giugno ordinariamente le une e le altre”, spiega l’assessore nell’intervista.
Un passaggio che, nelle intenzioni della giunta, dovrebbe portare a una riduzione significativa delle attese, soprattutto per le prestazioni già prescritte entro il 31 dicembre scorso.
Il ruolo dei medici di medicina generale
Uno dei nodi principali riguarda il coinvolgimento dei medici di medicina generale, che secondo alcuni sarebbero rimasti ai margini della delibera. Pentassuglia però respinge questa lettura: “In questo sistema complesso sono tutti fondamentali a partire dai medici di medicina generale”.
L’assessore chiarisce che il confronto con loro avverrà su dati puntuali, perché la fase ordinaria dovrà affrontare anche temi delicati come l’appropriatezza delle prescrizioni e la necessità di decongestionare gli ospedali attraverso case di comunità e altre strutture previste dal contratto sanitario.
Burocrazia e fascicolo sanitario: “Serve un sistema che tenga tutto insieme”
Tra le criticità segnalate dai medici c’è anche l’eccesso di burocrazia. Pentassuglia riconosce che non riguarda solo i medici di famiglia, ma anche specialisti e ospedalieri, impegnati nella compilazione di fascicoli e file amministrativi.
La direzione, secondo l’assessore, è quella di arrivare a un fascicolo sanitario elettronico davvero completo, che possa ridurre il carico burocratico e permettere agli operatori di concentrarsi sull’assistenza.
I fondi: 15 milioni e un disallineamento da 250 milioni
Il piano per le liste d’attesa prevede circa 15 milioni di euro destinati alle attività straordinarie. Pentassuglia spiega che al momento i costi sul personale sono inferiori anche perché mancano molte figure, ma assicura che “se serve, metteremo altre risorse in base al monitoraggio che sarà fatto ogni 15 giorni”.
Nell’intervista a Repubblica Bari emerge anche un tema strutturale: i trasferimenti statali. L’assessore parla di un disallineamento di circa 250 milioni di euro, dovuto al fatto che il costo sanitario cresce del 4% ma la Puglia recupera solo l’1% nella quota di riparto.
Risorse che, sottolinea, sarebbero decisive per assumere personale e trattenere professionisti che oggi scelgono il nord o altre regioni.
140mila prestazioni arretrate e macchine sottoutilizzate
I numeri sono pesanti: oltre 140mila prestazioni da recuperare, distribuite su una regione vasta e articolata, con 10 aziende sanitarie e ospedaliere.
Pentassuglia ammette che la sfida è complessa, ma indica una strada: distinguere tra lavoro ordinario e straordinario, sedute aggiuntive e pieno utilizzo delle tecnologie disponibili. “Abbiamo macchine di ultima generazione che lavorano per poche ore rispetto al potenziale”, osserva.
Intramoenia sotto controllo: nasce il comitato Alpi
Infine, sul fronte della libera professione intramoenia, l’assessore annuncia un giro di vite nei controlli: è stata approvata una delibera sul comitato Alpi che dovrà vigilare sul rispetto della normativa. “Rispetteremo la legge e nessuno proverà a scaricare responsabilità”, conclude.











