L’antimicrobico-resistenza è oggi una delle sfide sanitarie più complesse e urgenti a livello globale, con ricadute dirette sulla salute umana e animale, sull’ambiente e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. Un’emergenza riconosciuta come prioritaria dalle principali organizzazioni internazionali, che richiede risposte integrate e strutturate. In questo quadro si inserisce la Conferenza programmatica sulla sorveglianza One Health per la lotta all’AMR, svoltasi sabato 24 gennaio 2026 a Foggia, nell’auditorium dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.
All’incontro hanno partecipato oltre cento professionisti tra medici, farmacisti e veterinari, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico. Una presenza ampia e qualificata che ha restituito l’immagine di un territorio consapevole della gravità del fenomeno e pronto a passare dalla riflessione all’azione.
Dai lavori è emersa con chiarezza una duplice consapevolezza. Da un lato, la Capitanata presenta criticità reali rispetto alla diffusione dell’antimicrobico-resistenza. Dall’altro, esistono le condizioni professionali, istituzionali e scientifiche per avviare una risposta efficace e coordinata. I contributi scientifici, di livello nazionale e internazionale, hanno offerto un inquadramento rigoroso del problema, mentre gli interventi degli operatori locali hanno mostrato la volontà concreta di costruire un sistema di contrasto stabile e condiviso.
La Conferenza ha segnato un cambio di passo, delineando proposte operative con obiettivi chiari, ruoli definiti, alleanze tra soggetti coinvolti e una scansione temporale realistica. Al centro del percorso vi sono la sorveglianza integrata, la formazione continua, la stewardship antimicrobica e il rafforzamento del raccordo tra ospedale, territorio e sanità veterinaria.
Un ruolo centrale è stato assunto dagli Ordini professionali sanitari della provincia di Foggia, che hanno sottoscritto un Protocollo di intesa per lo sviluppo di un progetto triennale di contrasto all’AMR, in stretta collaborazione con il servizio sanitario regionale. I presidenti degli Ordini hanno chiarito che l’iniziativa non intende sostituirsi alla Regione Puglia, ma supportarne e rafforzarne l’azione, mettendo a disposizione competenze, capacità di coordinamento territoriale e prossimità ai cittadini.
Fondamentale anche il contributo scientifico e metodologico di ISDE – Medici per l’Ambiente e della Rete Italiana Medici Sentinella per l’Ambiente, così come la partecipazione attiva dell’Università di Foggia, che ha manifestato la volontà di assumere un ruolo strutturale e continuativo sul piano scientifico, formativo e valutativo.
Ampio spazio è stato dedicato al coinvolgimento delle comunità locali e all’empowerment dei cittadini, considerati parte integrante del sistema di prevenzione e contrasto. L’obiettivo è rendere la lotta all’AMR un percorso condiviso che coinvolga produttori, allevatori, consumatori, proprietari di animali da compagnia e amministratori locali, insieme ad enti come Comuni, Provincia, ASL, ARPA Puglia e Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata. È inoltre prevista l’estensione del progetto ad altre professioni sanitarie e tecniche, riconoscendo il carattere trasversale e sistemico della sfida.
Il messaggio che arriva da Foggia è netto: l’antimicrobico-resistenza può essere affrontata solo rendendo l’approccio One Health una pratica concreta e quotidiana. La Conferenza rappresenta l’avvio di un percorso operativo che punta a trasformare la consapevolezza in azione e a fare della Capitanata un modello pilota nazionale nella risposta integrata all’AMR, a tutela della salute pubblica, animale e ambientale.











