Dal dipartimento di Studi Umanistici di Via Arpi fino a Via Scillitani nel punto dello schianto. “Simone vive e dona con noi” è uno dei tanti slogan commossi dedicati alla giovane vittima Simone Raucea, investito in Via Scillitani a Foggia nella serata dell’Epifania sussurrati e condivisi durante la fiaccolata silenziosa organizzata dalle associazioni studentesche dell’Università di Foggia e in particolare da Area Nuova e da varie associazioni laicali, a cominciare dall’Admo di cui Simone era socio e grazie alla quale ha donato il suo midollo ad una donna americana malata e bisognosa di trapianto.
La comunità studentesca e l’intera Università di Foggia, l’amministrazione comunale, il mondo dell’associazionismo e del terzo settore e l’intera cittadinanza si sono stretti nel dolore per la tragica e prematura scomparsa del giovane studente universitario vittima di un fatale incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi. Admo, Avis, Scout insieme all’Unifg organizzeranno delle giornate di sensibilizzazione sulla donazione. Già l’8 febbraio ci si potrà associare e lasciare il proprio dna al furgone mobile dell’Admo.
I genitori di Simone, Sandro e Lucia, sono già diventati testimoni dell’impegno del loro ragazzo e sono impegnati nella divulgazione dell’importanza della donazione. Qualche giorno fa hanno ricordato Simone al Poerio. “Quando qualcuno guida deve stare attento perché può fare del male. Ringraziamo tutti quelli che si stanno stringendo a noi. Nostro figlio combatteva per un mondo più giusto”, hanno detto.
Presenti molti amministratori, dal consigliere Nunzio Angiola al pentastellato Francesco Strippoli, insieme alla sindaca Maria Aida Episcopo, all’assessora al Traffico Daniela Patano e all’assessore alla Legalità Giulio de Santis. La fiaccolata però non è stato il momento per le rivendicazioni di sicurezza stradale. I dossi richiesti da molta cittadinanza arriveranno, assicurano molti eletti del campo largo progressista.
“La tragica scomparsa di Simone ci impone una riflessione profonda sull’importanza dei corretti stili di guida e di una seria educazione stradale affinché simili tragedie non si ripetano più”, spiega Antonio Placentino, vicepresidente di ADMO Puglia.










