Assoluzione per gli imputati del caso Amorico. Il 12 gennaio 2025 si è concluso con una sentenza di proscioglimento il processo-stralcio derivante dall’inchiesta che nel 2022 aveva portato all’arresto dell’ex comandante della Polizia Municipale di Lucera, Beniamino Amorico. Il Tribunale di Foggia, giudice monocratico Porcelli, ha assolto tutti gli imputati che avevano scelto di affrontare il dibattimento, riconoscendo l’infondatezza dell’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura della Repubblica. Gli imputati assolti sono Giuseppe Conte, già sostituto commissario della Polizia di Stato, Pietro Carelli, Donato Antonio Agostinelli e Francesco Di Pasqua, tutti accusati di concorso nei reati di falsità materiale in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato, salvo il Di Pasqua, al quale erano stati contestati i soli reati di falso. Il pm aveva richiesto pene detentive fino a due anni e due mesi di reclusione, ma il Tribunale ha accolto la linea e le richieste difensive, pronunciando sentenza di assoluzione.
Tuttavia, per gli altri soggetti coinvolti, il dibattimento ha dimostrato l’inconsistenza delle accuse formulate dalla procura. Il Tribunale di Foggia ha ritenuto che l’accusa non sia riuscita a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la sussistenza degli elementi costitutivi dei reati contestati, pronunciando quindi pronuncia assolutoria.
Esprimono viva soddisfazione i difensori degli imputati assolti. Per Conte e Di Pasqua hanno prestato attività difensiva gli avvocati Donato Grasso e Marco Pagliara, mentre Pietro Carelli è stato difeso dai legali Andrea Petito ed Andrea Blond, e Donato Antonio Agostinelli assistito da Emanuele Maglia.
Tutti hanno sottolineato come i propri difesi, dopo anni, abbiano finalmente ricevuto giustizia, avendo il tribunale riconosciuto l’infondatezza delle accuse e la debolezza probatoria dell’impianto accusatorio.
L’operazione, denominata “Doppio Alfa” e risalente al maggio 2022, si fondò su presunti comportamenti di funzionari pubblici improntati all’indebita strumentalizzazione del ruolo e delle funzioni derivanti dallo stato di appartenenza ad un organo di polizia. Ipotesi di reato furono peculato, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Comune di Lucera e rivelazione di segreto d’ufficio.
Centrale la posizione dell’allora comandante dei vigili Amorico che secondo l’impianto accusatorio si sarebbe allontanato dal luogo di lavoro, utilizzando l’autovettura del Comune per assolvere ad impegni privati, estranei alle proprie attribuzioni istituzionali. In tali circostanze il funzionario avrebbe utilizzato l’autovettura di servizio per fare acquisti di vario genere, per raggiungere la propria compagna con cui si sarebbe intrattenuto oltretempo, per incontrare in altri Comuni (anche fuori Regione) persone che nessun legame avrebbero avuto con i doveri del suo ufficio, totalizzando, nei soli mesi di indagine, assenze dall’ufficio per circa 53 ore e percorrendo circa 3000 chilometri con l’autovettura in uso alla polizia locale.











